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Leggere la Bibbia in tempo di pandemia

1. Esercizi spirituali in casa

di SERGIO ROTASPERTI

In preparazione al triduo pasquale, leggeremo e attualizzeremo la lettera ai Filippesi, alle ore 21. Le puntate sono 5 (me 1/04; ve 3/04; lu 6/04; ma 7/04; me 8/04).

Il metodo e´quello della lectio divina: Lettura del testo (che cosa dice il testo in sè?); meditazione (che cosa dice il testo a me/a noi?); preghiera e vita (come traduco nella mia vita quotidiana?)

Puoi inviare tuoi commenti e domande per whatsapp al numero +49 1517116545. Se possibile risposta in diretta, altrimenti alla puntata successiva.

Tema della prima puntata del 01/04/2020: “Innamorati di Gesù” (Fil 1,12-30).

L’unità testuale che approfondiamo è suddivisa in tre parti, strettamente collegate tra di loro: le notizie sulla prigionia di Paolo (12-18b), Cristo, il vivere di Paolo (18c-26), esortazione a comportarsi come cittadini degni del vangelo (27-30).

Preghiera di inizio

Signore, chi ti chiama, ottiene ascolto

A chi ti pensa, tu vieni incontro e ti fai riconoscere.

Tu sei in mezzo a noi, se ascoltiamo la tua parola;

Ci doni una parola, che guarisce e libera.

Vogliamo esperimentare ora la tua vicinanza.

Per questo ti preghiamo nel nome di Gesù Cristo,

nostro amico e fratello. Amen

 

Leggere il testo Fil 1,12-30

12 Desidero che sappiate, fratelli, come le mie vicende si siano volte piuttosto per il progresso del Vangelo, 13 al punto che, in tutto il palazzo del pretorio e dovunque, si sa che io sono prigioniero per Cristo. 14 In tal modo la maggior parte dei fratelli nel Signore, incoraggiati dalle mie catene, ancor più ardiscono annunciare senza timore la Parola. 15 Alcuni, è vero, predicano Cristo anche per invidia e spirito di contesa, ma altri con buoni sentimenti. 16 Questi lo fanno per amore, sapendo che io sono stato incaricato della difesa del Vangelo; 17 quelli invece predicano Cristo con spirito di rivalità, con intenzioni non rette, pensando di accrescere dolore alle mie catene. 18 Ma questo che importa? Purché in ogni maniera, per convenienza o per sincerità, Cristo venga annunciato, io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene. 19 So infatti che questo servirà alla mia salvezza, grazie alla vostra preghiera e all’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, 20 secondo la mia ardente attesa e la speranza che in nulla rimarrò deluso; anzi nella piena fiducia che, come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
21 Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. 22 Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. 23 Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; 24 ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. 25 Persuaso di questo, so che rimarrò e continuerò a rimanere in mezzo a tutti voi per il progresso e la gioia della vostra fede, 26 affinché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo Gesù, con il mio ritorno fra voi.
27 Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo perché, sia che io venga e vi veda, sia che io rimanga lontano, abbia notizie di voi: che state saldi in un solo spirito e che combattete unanimi per la fede del Vangelo, 28 senza lasciarvi intimidire in nulla dagli avversari. Questo per loro è segno di perdizione, per voi invece di salvezza, e ciò da parte di Dio. 29 Perché, riguardo a Cristo, a voi è stata data la grazia non solo di credere in lui, ma anche di soffrire per lui, 30 sostenendo la stessa lotta che mi avete visto sostenere e sapete che sostengo anche ora.

Attualizzare il testo

(Fil 1,12-18b) Nella prima parte dell’unità ci sono almeno alcune questioni che ci fanno riflettere e sulle quali dovremmo confrontarci.

Ci troviamo anche noi oggi in una situazione simile a quella di Paolo. Il carcere per noi e´ la pandemia che ci costringe a stare in casa, accerchiati in situazioni senza via di uscita o con un futuro incerto. È un invito a guardare alle nostre fragilità che possono avere tanti nomi: fisiche, psicologiche, affettive, apostoliche.  Quali sono state queste situazioni? Le pongo nella preghiera davanti al Signore e a me stesso/a. Sono capace come Paolo di mettere in relazione la mia attuale situazione con Gesù, vedere tutto come un’opportunità per lasciarmi evangelizzare e allo stesso tempo far progredire il Vangelo, attraverso e nonostante la mia fragilità.

Un secondo aspetto è il discernimento. Paolo è riuscito, grazie anche al suo travaglio interiore, a operare un cambiamento, un ridimensionamento rispetto a se stesso ai problemi delle sue comunità: guardare ciò che conta. So compiere anche io in me e nella mia comunità questo criterio? Che cosa realmente conta nel mio modo di essere e di agire?

(Fil 1,18c-26). Il soliloquio di Paolo ci porta direttamente nel suo mondo interiore, nella sua anima. Egli parla da innamorato di Cristo e vive in sua funzione. Totale è la fiducia che pone in Gesù e grande l’amore che lo lega a lui. In una situazione di totale fragilità, incertezza e paura per il futuro, Paolo esprime dal profondo del cuore che il suo vivere è Cristo. Il resto è tutto secondario. Quale rapporto ho con Gesù? Quale posto gli riservo nella mia vita quotidiana? Nel silenzio e nella preghiera siamo invitati a riandare con il pensiero, il cuore e l’immaginazione ai momenti in cui abbiamo sentito forte la sua presenza e il desiderio di seguirlo e amarlo. Se noi siamo qui questa settimana è perché vogliamo rinnovare questo amore per lui. Vi invito a che ciascuno preghi per l’altro, perché riviviamo la stessa passione e forza d’amore di Paolo.

Può essere invece che non sentiamo nulla per il Signore, non ci sentiamo più innamorati di lui. E bene che ci interroghiamo e cerchiamo di capire che cosa ci blocca, ci impedisce di lasciarsi scaldare il cuore e avvertire lo stesso desiderio che fu di Paolo.

(Fil 1,27-30). Dall’esortazione di Paolo per i Filippesi possiamo domandarci: quanto sono impegnato/a e coinvolto/a per la costruzione dell’unità all’interno della comunità o dei miei legami familiari? Paolo pone anche la questione del rapporto con la società civile. Che cosa vuol dire per me, per noi oggi comportarci “in modo degno del Vangelo” rispetto alle istituzioni civili, sociali e politiche nelle quali siamo inseriti e con le quali magari abbiamo un contatto diretto?