Comunità Italiana Freiburg |

Bibbiablog

la Bibbia della domenica

Aprire nuovi cammini

di SERGIO ROTASPERTI

La festa dell´Epifania è la celebrazione della manifestazione del Signore. Essa è strettamente legata al Natale, ma con una piccola differenza. Se nel giorno di Natale facciamo memoria della manifestazione di Dio nella carne, oggi si sottolinea la sua manifestazione a tutti i popoli. Il tono di questa festa è, dunque, universale, e quindi ci vuole dire che la comunità cristiana è per sua natura universale: noi ne siamo il segno evidente, provendo da posti diversi, esperienze e culture diverse. Noi siamo qui fisicamente presenti, ma vi sono coloro che sono a casa partecipano con noi.

Nella prima lettura Gerusalemme viene rappresentata da una donna.  Essa è invitata a risollevarsi, a vestirsi di vesti sontuose a risplendere di luce (In Matteo, Gesù stesso dirà che i discepoli devono essere luce. Una luce che si diffonde oltre le sue mura. Il profeta Isaia invita quindi i cittadini – che stavano ricostruendo la città e se stessi dopo l’esilio – a guardare oltre i propri recinti.

Anche il Vangelo di Matteo ci presenta Gerusalemme che alla venuta dei Magi reagisce così: “il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Ora che tutta la popolazione di Gerusalemme abbia temuto un nuovo re è storicamente improponibile, vista la profonda diffidenza che gli Ebrei avevano verso Erode, un uomo scaltro e spietato.

Matteo non ci  dice nulla sui Magi: la loro identità, il numero, la strada percorsa. I rabbini designano i pagani provenienti da orienti “adoratori di Stelle”.

Matteo mette in evidenza un contrasto, attraverso un linguaggio paradossale: “mentre i lontani si avvicinano, i vicino sono lontani”. Un tema caro a Matteo che egli sviluppa lungo tutto il suo vangelo.

Da queste annotazioni che possiamo trarre per noi oggi?

Noi siamo come Gerusalemme. L’anno che ci sta davanti è come una fase di ricostruzione del post pandemia che ci ha segnato tutti. L’invito è di essere luce, aprire cammini, infondere speranza e coraggio. E dal punto di vista spirituale essere sempre uomini e donne che guardano oltre le nostre mura, oltre il nostro ristretto campo visivo. Come concretamente? Lo Spirito ci guiderà,ma importante oggi che ne siamo consapevoli: noi siamo cosi e il Signore ci chiama ad avere cuore e menti aperti.

Infine la dinamica paradossale tra i magi lontani e gli abitanti di Gerusalemme vicini: chi è veramente lontano e chi è veramente vicino al Vangelo, a Gesù e alla sua parola? Io dove mi trovo in questa parte del cammino? In ogni caso Dio ha una visuale positiva:

“Ogni storia è guidata da Dio ed è attraversata dalla sua presenza, perché ogni essere umano e ogni popolo è chiamato a riconoscere la sua stella, quella che Dio ha stabilito per lui, e che lui è chiamato a seguire per adorare il Signore. In questa luce, il diverso che arriva a Gerusalemme, non è un nemico che va temuto, ma una speranza nuova. Servono occhi grandi, da bambino, perché ogni diversità testimonia lo spazio dell’agire di Dio e conferma che in ogni uomo e in ogni angola della terra abita “Il Verbo che si fece carne”. (Massimo Grilli, In ascolto della voce, 40)