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Bibbiablog

la Bibbia della domenica

Chi sono io per te?

di SERGIO ROTASPERTI

Il vangelo di oggi ci presenta un tratto tipico di Gesù. Egli era spesso in cammino: “Gesù parti con i suoi discepoli verso i villaggi e per la strada interrogava”. Questo atteggiamento di essere sempre lungo la via era cosi caratteristico che i primi cristiani furono definiti “Quelli della Via”.

Essere in perenne cammino, fu una precisa scelta di Gesù che chiese anche ai suoi discepoli. Quando sei in cammino, ad esempio, sei precario, impari l’essenziale, vivi dell’essenziale, gusti le piccole, ti accorgi che anche le piccole cose sono importanti, impari la gratitudine per le persone che ti accolgono e aiutano, impari ad affidarti: agli altri, a Dio, a quello che oggi si ha, non pensando troppo al domani. Vivi con pienezza l’oggi, perché è quello che è nelle tue mani. Sono tutti atteggiamenti che Gesù ha imparato e adottato e che ha chiesto a coloro che volevano seguirlo: “il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” cioè non ha sicurezze ma sa che ci sarà un luogo dove posare il capo. È lo stile di Gesù, lo stile dei discepoli e lo stile della chiesa. Dobbiamo riconoscere che noi come chiesa siamo diventati una istituzione pesante, abbiamo perso questa leggerezza mentale di Gesù, ci facciamo tanti problemi e li creiamo anche e spesso vogliamo essere al centro delle decisioni, del pensiero, della cultura: ci centriamo su noi stessi.

Gesù sulla via ha imparato che la sua vita appartiene ad un altro: a Dio che ci ha insegnato a chiamare Padre; ha appreso che bisogna acquisire l’arte del dono, rinnegando se stessi, non considerandosi al centro del mondo e dell’universo; ha imparato a perdere la vita, mettendola in gioco, vivendo per la costruzione del Regno di Dio, fatto di giustizia, libertà amore.

Questa è stata la via di Gesù: egli ha preso la sua croce, cioè ha preso la sua esistenza e l’ha investita donandola. E ciò ha imparato facendo il pellegrino, camminando e incontrando le persone, interrogandosi e interrogando gli altri su se stesso, su come gli altri lo percepiscono e lo considerano. Se ha detto: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce; o chi perderà la propria vita la salverà è perché lui stesso per primo ha fatto così.

Che vuol dire questo vangelo a me oggi, a noi ?

  • “Ma voi chi dite che io sia?. Gesù oggi ti domanda: Chi sono io per te? Chi è per me Gesù? Quale posto occupa nella mia vita personale. Che relazione ho con lui?
  • Lo stile di vita di una comunità: noi siamo una comunità che non ha confini e barriere. Lo stile è quello del pellegrino, perché Gesù era così. Sempre in cammino a livello mentale, di apertura, di affidamento, di accoglienza, etc.. E questo diventa un criterio per interrogarci se siamo autentici discepoli di Gesù. Nessuno di noi è maestro: tutti stiamo dietro a Gesù.
  • Nella vita quotidiana siamo chiamati a prendere la nostra croce e a perdere la vita. Cioè siamo chiamati a prendere in mano la nostra situazione esistenziale non per mortificarci ma per trasformarla in un gesto di dono. Perdere la vita significa non cercare nel proprio io la ragione e il senso della vita, ma in Gesù

Noi vogliamo venire dietro a te, Gesù.
vogliamo continuare a seguirti,
passo, passo,
sulla via della Croce
portando nel cuore ogni fratello come amico.

Noi vogliamo essere per te amici fedeli
ma tu, Signore Gesù,
non permettere che ci lasciamo afferrare
dalla paura e dalla stanchezza.

Infondici l’ardore del tuo Spirito
per aderire a te
e con te dare la vita
in forza di quell’amore più grande
che abbraccia ogni creatura.
Amen.

(Anna Maria Canopi)