Comunità Italiana Freiburg |

Bibbiablog

la Bibbia della domenica

Il coraggio di cambiare

di SERGIO ROTASPERTI

Anche oggi abbiamo ascoltato la narrazione della chiamata dei discepoli nella versione di Marco (la scorsa domenica nella versione di Giovanni). Dio irrompe nella storia quotidiana delle persone (erano pescatori, stavano lavorando) portando la buona notizia che “il Regno di Dio è vicino”, cioè che Dio in Gesù si fa prossimo ad ogni uomo, non è un estraneo. Questa è una bella notizia perché la presenza di Dio significa vita, guarigione, amore. È il vangelo della vita.

Nelle parole di Gesù “Venite dietro a me”, vi sta l’esigenza di un rapporto personale con lui. Prima di tutto siamo chiamati ad essere con lui, poi viene il fare, la missione. Nel linguaggio di Giovanni vi è il termine “rimanere”.

“E subito lasciarono le reti e lo seguirono”. Ora questa espressione sembrerebbe dire che solo alcuni possono realmente lasciare tutto e seguire. Oggi diremmo che solo i preti e le persone consacrate possono fare questo. Ora Pietro non ha lasciato la sua famiglia e la sua casa. Sappiamo con certezza che Gesù ha abitato a Cafarnao presso la sua casa e stava presso la sua famiglia. Lasciare tutto e seguirlo, secondo me significa dare un posto a Gesù nella mia casa, fra le mie cose, presso la mia famiglia. Lasciare tutto significa che tu abiti in me e con me, non sei estraneo, e ciò che tu dici, la tua Parola è una ricchezza immensa, di cui non solo faccio tesoro, ma cerco di realizzare nella vita. Cambio il paradigma e prospettiva. Lasciare tutto e seguirlo, significa avere la capacità di cambiare.

Penso che le letture di oggi ci invitano a porre lo sguardo sulla parola “cambiamento”. Seguire significa anche cambiare. Si potrebbe aprire un capitolo intero sui cambiamenti nella propria vita: ci sono stati e ci sono? Come li affronto? Come li vivo? Quanto spazio do a Dio in questi cambiamenti? Possono avere tanti nomi: lavoro, trasloco, stile di vita, eventi che entrano nella vita etc.

Anche Dio cambia. La prima lettura ne è un esempio. Giona è un racconto ironico. Dio decide di distruggere Ninive – simbolo per eccellenza di violenza, devastazione, malvagità – ma poi cambia idea. Noi leggiamo solo una parte tagliata del racconto e non si capisce molto. Vi invito questa settimana a prendere la Bibbia e leggere questo racconto.

Il profeta Giona non vuole andare a Ninive e va in direzione opposta. Ma poi dopo una serie di avventure (gettato in mare e inghiottito da un grande pesce) va a Ninive per proclamare la conversione. E “Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al mala che aveva minacciato di fare loro e non lo fece”. Dio cambia. E Giona? Giona è arrabbiato ha un disappunto “Giovani ne provò grande dispiacere e ne fu sdegnato”. Perciò vuole morire. Qui abbiano la scena della pianta di ricino e la finale che vi consiglio di leggere. Giona fa fatica a cambiare prospettiva su Dio. E alla fine Dio spiega perché cambia idea.

Dio entra nella mia casa, nella mia vita per donarmi vita. Nella vita quotidiana devo affrontare sempre scelte, piccole grandi che siano. Il Vangelo ci racconta una scelta grande. Essere discepoli di Gesù significa essere aperti e pronti a cambiare, capaci di adattarsi come Dio con Ninive. E ciò può essere faticoso.

A voi il compito di calare nel vostro quotidiano la voce di Gesù che vi dice: “Vieni e seguimi”. A ciascuno di voi riconoscere e rileggere nella vostra storia i cambiamenti e che cosa è significato dire “lasciare tutto e seguirlo”.