Comunità Italiana Freiburg |

Un invito per te

lectio divina online

In cammino verso Pasqua 2|5



BIBEL.GLAUBE.LEBEN
Bibbia.Fede.Vita

Leggere la Bibbia, confrontarsi sulla fede, tradurla nella vita

conducono
Sergio Rotasperti e Augusto Fumagalli
con la partecipazione di Stefano Crocchianti 


La serata si svolge in questo modo:

  • Ascoltare  la Parola: Ascolto delle letture della domenica successiva.
  • Capire la Parola: Breve spiegazione esegetica dei testi biblici
  • Silenzio: accompagnati da musica, silenzio di riflessione personale di 5 minuti
  • Attualizzare la Parola: confronto e attualizzazione tra i partecipanti
  • Parole per me e per te: scelta di una o più parola chiave della serata

Per partecipare attivamente, entra nella riunione in zoom:

https://us02web.zoom.us/j/87271507847?pwd=RktUblRWMElhRThIendRcVpFT1JSZz09

ID riunione: 872 7150 7847
Passcode: 771531


Se vuoi seguire la diretta streaming su youtube:

 


Ciò che abbiamo condiviso

 lettura: che cosa pensate di questo brano?

Coraggio; fiducia. 

La storia dfi Abramo si apre con la richiesta di Dio di lasciare il passato e la promessa, da parte di Dio di un futuro, la promessa di un figlio, di una discendenza che viene via via sempre più ampliata. Dio rilancia sempre Abramo nel futuro. Ma qui abbiamo un passo drammatico: Dio gli chiede di abbandonare il futuro: non gli chiede di sacrificare il figlio, ma anzitutto di salire sul monte. Diversi modi di interpretare la richiesta del sacrificio. Determinante è che Dio chiede ad Abramo di entrare nella notte e di non pensare al futuro. 

Vicenda drammatica tra un padre e un figlio, solo un genitore sa cosa significhi sacrificare un figlio, Dio chiede di credere che Egli è il Dio delle promesse. Nel momento in cui Abramo si trova davanti a scegliere, sceglierà di portare il figlio sul monte: crede fino in fondo che Dio è il Dio della vita, della promessa e del futuro. Isacco è prefigurazione del popolo di Israele: la storia è una storia di sopravvissuti: Isacco sopravviverà ad un padre che lo voleva uccidere, Abramo sopravviverà con i suoi sensi di colpa, Sara sopravviverà con i silenzi del marito e del figlio. Non c’è nulla da ridere in questa storia, eppure Isacco ride. 

Vangelo: Stefano.

Il vangelo di Marco, poco prima inizia una nuova parte, c’è una sorta di discontinuità a partire dall’episodio di Cesarea di Filippo, poi l’”andiamo a Gerusalemme” e quindi la trasfigurazione. Da questo punto in poi, i miracoli vengono citati di meno, come per dire che non sono sufficienti a comprendere. Gesù porta questi discepoli nell’intimità. Può essere visto come l’apice del vangelo di Marco, perché esso in molte versioni non aveva la parte della risurrezione, perché molti manoscritti terminano con l’annuncio dell’angelo alle donne che però non capiscono. Sempre in questo brano però Gesù conferma la confessione di Pietro e forse conforta i discepoli smarriti, almeno questi tre, della necessità della passione, che da qui in avanti sarà il filo conduttore. 

Gesù è trasfigurato, non è mostrato nella sua ordinarietà, ma nella sua straordinarietà: invito ad essere nella nostra vita Gesù risorto. La trasfigurazione è come una nuova creazione dell’uomo in armonia con Dio e con la natura. Necessità di una trasfigurazione in noi, far risplendere l’immagine e la somiglianza divina nella nostra vita. 

Gesù parla con Elia, il profeta che non è morto, e con Mosè, la legge: parla con tutta la TaNaK. Dialoga con la tradizione, non è venuto ad abolire ma a compiere. I discepoli sono spaventati, Pietro propone di rimanere lì, lasciando alle spalle gli altri apostoli, l’annuncio del Regno, il Calvario stesso. 

C’è questa nebbia, che impedisce di vedere, ma permette la riflessione. Il Padre, come nel battesimo, parla, ma dice di ascoltarlo; analogia con Mosè che quando scendeva dal monte aveva il volto raggiante. 

Dopo la verità dell’essere, gli apostoli non vedono più nessuno: scendono dalla montagna e tornano nella quotidianità. 

Il segreto messianico non deve essere anticipato: per capirlo bisogna unire alla trasfigurazione la passione e la risurrezione: gli apostoli non sono in grado di capirlo, proprio come succederà alle donne. Non si capisce la risurrezione, se non si passa attraverso la passione. 

Gli apostoli sono condotti in un luogo inatteso, che loro non pensavano. 

Pierluigi: il viaggio di Abramo dura tre giorni: relazione con i tre giorni nel sepolcro di Gesù. Molti teologi parlano di questi tre giorni come giorni legati alle prove e sofferenze degli uomini; ma il terzo giorni è quello di Dio, riservato a Lui, giorno in cui Dio interviene e salva. Sin dall’inizio, prima della storia di Abramo, già si intuisce che Isacco non morirà, ma Dio interverrà come farà con Gesù. Alcuni teologi sostengono che questi giorni non sono da intendere in senso cronologico, ma come giorni di sofferenze, giorni in cui si deve verificare che una persona sia morta davvero. 

Marco finisce con il capitolo 16,8, con le donne che fuggono spaventate: è il mistero del Messia che pervade noi uomini anche ora di fronte ad un fatto così straordinario.

Francesca: lo stare nell’amore: la trasfigurazione è qualcosa di presente, come la risurrezione che è vissuta nel presente. Non è l’aldilà, ma già è: questo è molto confortante e ci porta al coraggio di non tanto trasfigurarsi, quanto di lasciarsi trasfigurare ora e qui. È possibile vivere da risorti qui e non un domani. 

Mariantonietta: sconvolgente la fiducia con cui Abramo sale sul monte per immolare il figlio, quel figlio atteso da tanto tempo. 

Circa il vangelo: non è solo la gioia del restare lì, ma anche la reazione allo spavento: molte cose ci spaventano nella nostra vita, ma se cogliamo la presenza di Dio, possiamo anche noi esclamare “com’è bello per noi stare qui”

Monica: difficile il confronto con queste letture, per un cammino di fede che conduce verso altre vie. Di fronte alla necessità di aprirsi a ciò che non è solito, noi abbiamo la tendenza di normalizzare, di istituzionalizzare ciò che ci sta succedendo. Di fronte allo splendore di questo momento, che chiedeva un salto di apertura verso l’inaspettato, c’è una reazione che lo vuole pianificare e far rimanere lì. Noi viviamo oggi una periodo in cui la Chiesa tenta di accogliere ciò che non è incasellabile, ma molte resistenze. 

Gaetano: c’è una continuità tra le letture di domenica scorsa e quelle di questa domenica. 

Cosa mi porto via oggi?

Stare nell’amore: stare nelle situazioni belle e in quelle brutte, ascoltarlo ed accoglierlo 

Fede e mistero.

Paradosso.

Staccarsi dal quotidiano per salire e guardare/guardarsi in profondità. 

Risurrezione nella quotidianità, nel nostro presente così com’è: la risurrezione fa parte della croce. 

Il Signore provvede. 

Dio è il Dio delle promesse, della vita e del futuro: lo possiamo credere. 

La fede è assumere la storia con le sue contraddizioni.

Bello e bellezza: indipendentemente da quello che possiamo capire, c’è una bellezza intrinseca nel bene. 

Resurrezione qui e oggi. 

Transizione da incredulo a credente, è il binario che sta sotto a questi episodi.