La pagliuzza e la traveVIII domenica del Tempo ordinario C
Commento alle letture domenicali sui criteri per conoscere una persona (ISir 27,44-7)) e sull'ipocrisia Lc 6,39-45)
Le letture bibliche di oggi sono abbastanza semplice da comprendere. Il breve brano della prima lettura dal libro del Siracide (27,4-7) definisce i criteri per conoscere veramente una persona: metti una persona in una situazione decisiva, dove può esprimere la sua interiorità, mettilo alla prova: “non lodare nessuno senza motivazione”.
Il testo evangelico (Lc 6,39-45) è invece dedicato alla lotta contro l’ipocrisia: inizia con un detto sapienziale popolare (può forse un cieco guidare un altro cieco?) cioè bisogna portare sempre luce e vita, prosegue con la spiegazione di Gesù, per continuare con alcune domande ai suoi interlocutori (perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhi) e terminare con alcune massime sapienziali.
Nonostante l’apparente semplicità, vi confesso che ho fatto molta fatica a riattualizzarlo nel contesto difficile che noi qui in Europa stiamo affrontando.
Penso che a livello di rapporti interpersonali sia illuminante come agire e reagire rispetto ai contatti, alle persone, alle relazioni che abbiamo. Ci sono dati criteri di discernimento.
Corriamo ora il rischio di entrare in una terza guerra mondiale. Ho impressione che sulla scena internazionale la guerra in ucraina dimostra come il detto antico “un cieco guida un altro cieco” sia molto attuale. Dobbiamo anche riconoscere che non conosciamo fino in fondo le ragioni di questa insensata guerra e quale ipocrisia vi sia.
Più che mai oggi, vogliamo implorare il Signore che da parte dell’Europa e di coloro che ci governano vi sia un serio discernimento per non entrare nella spirale della cecità, che si affrontino le ipocrisie, che si facciano tutti gli sforzi possibili perché le travi e le pagliuzze vengano tolte dagli occhi di tutti.
Facciamo una pausa di silenzio, preghiamo per noi stessi, preghiamo per le vittime di questa insensata guerra, per le migliaia di profughi, per le famiglie separate e spezzate sia ucraine che russe.


