Trasfigurati come Abramo e Gesù2 Domenica di quaresima C

Commento a Genesi 15,5-18 e al vangelo di Luca (Lc 9,28-36)


SERGIO ROTASPERTI

La prima lettura che abbiamo ascoltato dal libro della Genesi fa parte del cosiddetto ciclo di Abramo e suo figlio Isacco (12,1-25,10). Abramo sta attraversando la notte della fede perché non vede realizzarsi le promesse di Dio. Nel testo sono sintetizzata due scene: la prima ha luogo in una notte stellata. Dio lo invita a guardare e contare le stelle: “Tale sarà la tua discendenza”. La risposta di Abramo è il rinnovamento della fiducia: “Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia”. (v. 7)

La seconda scena al tramonto del giorno. Attraverso un rito – che può sembrare macabro, ma che faceva parte degli antichi riti di vassallaggio nell’antico oriente – Dio stesso si impegna a rispettare la promessa. E non chiede alla controparte di fare altrettanto, perché solo il Signore passa in mezzo (17) invocando su di se la sorte riservata alle vittime se non avesse rispettato il patto

In questo modo, Dio si lega permanetemene ad Abramo e ai suoi discendenti e in lui a tutti i credenti. La risposta di Abramo è il rinnovamento della fiducia.

Anche Il famoso brano della trasfigurazione riportata da Luca ha un contesto simile di difficoltà e di crisi. Poco prima Gesù ha proferito ai suoi discepoli il primo annuncio della passione e ha dettato le condizioni per seguirlo (portare la croce). Possiamo immaginare lo sconcerto dei discepoli per quanto il loro Maestro dovrà subire, mettendo a rischio anche il loro futuro.

La trasfigurazione avviene durante la preghiera – una caratteristica in Luca – ed è un momento di luce in cui i discepoli non solo intuiscono ma percepiscono il volto autentico di Gesù, “il figlio del Padre” (v.35). Vi è tra Mosè Elia e Gesù una conversazione sul suo esodo. È la forza che Gesù riceve dalla Torà per affrontare il suo difficile futuro. Vi è il riferimento all’Esodo, ma anche al cammino, l’uscita di Gesù, la sua morte a Gerusalemme, la città santa.

La trasfigurazione non cambia il corso degli eventi, ma dona forza per affrontare con coraggio la notte della fede che Gesù nella passione affrontare e che scuoterà gli stessi tre discepoli qui protagonisti di un momento forte di luce e di senso.

Ciascuno di noi – per varie ragioni – può come Abramo vivere la notte della fede, la quale ha tanti nomi: indifferenza, sfiducia, incomprensione, silenzio di Dio, incapacità di vedere trasformare gli eventi con la fede e la preghiera.

Dio mantiene le sue promesse ed è indissolubilmente legato a ciascun di noi, senza chiedere nulla come controparte. Gesù in un momento di luce e nella preghiera comprende profondamente il suo drammatico futuro. Attraverserà la notte della fede, il tradimento degli amici, la solitudine e una ingiusta tortura, ma affronterà tutto, perché Dio è per lui una roccia e un padre che non abbandona nessuno nel sepolcro. In questo Gesù crede fermamente e con totale fiducia.

Lui ha aperto cosi la via della fede, anche quando tutto crolla. In lui anche noi possiamo trovare notte stellate e vivere esperienze di trasfigurazione.