Comunità Italiana Freiburg |

Bibbiablog

la Bibbia della domenica

Un arcobaleno nel deserto

di SERGIO ROTASPERTI

Tutti sappiamo che la quaresima è un periodo di 40 giorni in preparazione alla Pasqua. Il numero 40 ha un valore simbolico e richiama i 40 anni di cammino del popolo di Israele nel deserto, un cammino dalla schiavitù alla libertà. Su questo background anche i 40 giorni di Gesù nel deserto richiamano il cammino di Gesù e le sue prove come un tempo Israele. A differenza di Matteo e Luca, Marco non ci racconta le tre tentazioni, ma ci informa che fu “gettato” dallo Spirito nel deserto e fu tentato. Questo essere più generico ci vuole forse dire che la prova fu una permanente costante nel cammino di vita di Gesù.
Mi fermo su un particolare: “Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano”. Quando penso a questa immagine, penso a Gesù che ha dovuto affrontare la paura, l’insicurezza, il pericolo che minacciava la sua vita e tuttavia ha convissuto con le bestie selvatiche. In questa situazione di totale precarietà nondimeno ha avvertito la presenza di Dio che non lo ha mai abbandonato, ma addirittura si è sentito “servito da Dio stesso”, sostenuto, protetto e amato.
Ed ora penso a noi. Lo scorso anno abbiamo iniziato la quaresima completamente rinchiusi a a casa. Nessuno di voi poteva essere qui. Abbiamo attraversato anche noi un deserto, fatto di paura insicurezza. Il coronavirus è stato ed è per noi ancora oggi come una bestia selvatica. Ci fa paura. Questo cammino nel deserto non è terminato e dobbiamo ancora attraversalo completamente, non sappiamo fino a quando. Eppure ho percepito da molti di voi la testimonianza di essere stati sostenuti, di avere per così dire angeli che hanno aiutato a non soccombere nel deserto.
La prima lettura (Gen 9) ci svela una cosa meravigliosa. Dopo il diluvio causato dalla violenza degli uomini, Dio ha deciso in cuor suo di mettere una barriera alla sua violenza e stringe un patto unilaterale di misericordia e vicinanza con ogni creatura, rappresentato da Noè. L’arcobaleno tra cielo e terra è il segno della presenza permanente di Dio nel deserto dell’uomo: Il suo amore è da sempre (Sal 25).
Penso che in questi 40 giorni che ci separano dalla Pasqua dovremo andare all’essenziale.
Papa Francesco nel messaggio per la quaresima 2021 scrive: “La Quaresima è un tempo per credere, ovvero per ricevere Dio nella nostra vita e consentirgli di “prendere dimora” presso di noi” (cfr Gv 14,23). Quindi la prima cosa essenziale è la preghiera, il respiro dell’anima: chiedo a voi e chi partecipa con noi da casa, di sostenerci a vicenda nella preghiera del cuore, fatta nel segreto perché Dio pianti il suo arcobaleno in noi, soprattutto in chi fra noi (e non solo) si sente impotente, fragile, lontano da Dio.
Siamo ancora chiusi nelle nostre case, ma possiamo comunicare. Vi invito ad accogliere quando scrive Papa Francesco: “Nella Quaresima, stiamo più attenti a «dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano, invece di parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano» (Enc. Fratelli tutti [FT], 223). A volte, per dare speranza, basta essere «una persona gentile, che mette da parte le sue preoccupazioni e le sue urgenze per prestare attenzione, per regalare un sorriso, per dire una parola di stimolo, per rendere possibile uno spazio di ascolto in mezzo a tanta indifferenza» (ibid., 224)”
La nostra quaresima diventa così un tempo per rinnovare fede, speranza e carità.