Comunità Italiana Freiburg |

Messa live

Adorazione e Messa domenicale in diretta

Streaming V domenica di quaresima (29.03.2020)

La diretta presso Herz-Jesu-Kloster (Freiburg, DE) inizia alle ore 10 con l’adorazione eucaristica, pregando in particolare per chi sta soffrendo fisicamente e psicologicamente. Seguirà la Messa alle 10,30. La Messa sarà accompagnata da canti di musica internazionale eseguiti e registrati dal coro AltreNote di Roma

I. ADORAZIONE EUCARISTICA

diretta dalle ore 10.00

1) Canto di Taize: Adoremus te, o Christe

Adoramus te O Christe…

2) Dal Salmo 121

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.

Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

3) Silenzio di adorazione

4)  “Di questo e per questo ti preghiamo”

Fa´ splendere il tuo volto sul tuo servo

Di questo ti preghiamo Signore.

In questo momento di difficoltà, in questo tempo di precarietà

cammina con noi affinché noi diventiamo luce nelle tenebre,

speranza nella disperazione.

Facci incontrare lo Spirito consolatore

Per diventare noi consolatori di chi soffre.

Facci incontrare il Gesù che rialza chi è caduto

Per diventare noi mano che solleva.

Facci incontrare te, o Padre, misericordia e amore assoluto

Per diventare misericordia per chi è sgomento e perduto.

Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino

Noi, oggi, tuoi figli, dobbiamo nutrirci della tua parola ed essere luce

Per chi è smarrito e pane per chi è affamato.

Aiutaci Signore a diventare preghiera per i nostri fratelli.

Aiutaci ad allontanarci da mere suppliche da sudditi e a diventare artefici, con te, di una creazione che mai si ferma.

Aiutaci ad avere fiducia nelle tue promesse e ad essere fiducia per chi è ferito, sofferente, solo, nell’angoscia. (Monica Cantiani)

5) Silenzio di adorazione e preghiera

6) Dall’omelia di Papa Francesco (26.03.2020)

“In questi giorni di tanta sofferenza, c’è tanta paura. La paura degli anziani, che sono soli, nelle case di riposo o in ospedale o a casa loro e non sanno cosa possa accadere. La paura dei lavoratori senza lavoro fisso che pensano come dare da mangiare ai loro figli e vedono venire la fame. La paura di tanti servitori sociali che in questo momento aiutano a mandare avanti la società e possono prendere la malattia. Anche la paura – le paure – di ognuno di noi: ognuno sa quale sia la propria. Preghiamo il Signore perché ci aiuti ad avere fiducia e a tollerare e vincere le paure.”

 7) Canto Taize: Nada te Turbe (su Testo di “Santa Teresa d’Avila”(1515-1582)

Nada te turbe, nada te espante;
Quien a Dios tiene, nada le falta.
Nada te turbe, nada te espante:
Sólo Dios basta.

Nada te turbe, nada te espante;

Quien a Dios tiene, nada le falta.
Nada te turbe, nada te espante:
Sólo Dios basta.

Traduzione: Niente ti turbi, nienti ti spaventi: chi ha Dio, niente gli manca. Niente ti turbi, niente ti spaventi: solo Dio basta.

8) Benedizione eucaristica

9) Canto finale: Dio è amore (RnS) 

Dio ha mandato il suo Figlio Gesù
Perché avessimo la vita per lui.
E’ Dio che per primo ha scelto noi,
Suo Figlio si è offerto per i nostri peccati, per noi.

Dio è amore, Dio è amore, Dio ama, Dio ama, Dio è amore.
Dio è amore, Dio è amore,
Divina Trinità, perfetta carità, Dio è amore.

Se noi amiamo Dio abita in noi
E così noi dimoriamo in lui.
Egli ci dona il suo Spirito:
Ci ha dato la vita, per sempre suoi figli noi siamo.

Dio è amore, Dio è amore, Dio ama, Dio ama, Dio è amore.
Dio è amore, Dio è amore,
Divina Trinità, perfetta carità, Dio è amore.
Dio è amore, Dio è amore, Dio ama, Dio ama, Dio è amore.
Dio è amore, Dio è amore,
Divina Trinità, perfetta carità, Dio è amore.

 


II) Messa V Domenica di quaresima – A

ore 10.30: Canto di ingresso: הנה לא ינום Hineh lo yanum (tradizione ebraica)

הִנֵּ֣ה לֹֽא־יָ֭נוּם וְלֹ֣א יִישָׁ֑ן שׁ֝וֹמֵ֗ר יִשְׂרָאֵֽל

Hineh lo yanum Velo yishan Shomer Israel.
Non si addormenterà e non prenderà sonno il custode d’Israele (Salmo 121,4)

Colletta

Eterno Padre, la tua gloria è l’uomo vivente;
tu che hai manifestato la tua compassione nel pianto
di Gesù per l’amico Lazzaro, guarda oggi l’afflizione della chiesa
che piange e prega per i suoi figli morti a causa del peccato,
e con la forza del tuo Spirito richiamali alla vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo ….

Dal libro del profeta Ezechièle (Ez 37,12-14)

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.

Parola di Dio

Salmo responsoriale: Custodiscimi

Ho detto a Dio senza di te alcun bene non ho, custodiscimi.
Magnifica è la mia eredità, benedetto sei tu sempre sei con me.

Custodiscimi, mia forza sei tu,
custodiscimi mia gioia Gesù!
Custodiscimi, mia forza sei tu,
custodiscimi mia gioia Gesù!

Ti pongo sempre innanzi a me, al sicuro sarà, mai vacillerà.
Via, verità e vita sei, mio Dio credo che tu mi guarirai.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,1-45)

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato».

Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra.

Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli

(Susy Conte, Freiburg) Signore ti affido i medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari per il loro lavoro che in questo tempo è più arduo e impegnativo dovendo affrontare questa emergenza virus. Che tu possa sostenerli e offrirgli forza ed energia affinché curino e sostengano le persone malate. Amen.

(Claudia Bruni, Roma). Per tutte le persone che vorrebbero stare a casa ma non hanno un tetto sotto cui proteggersi. Perché il Signore apra in nostri cuori alla solidarietà con gesti concreti di aiuti per fornire a questi nostri fratelli pasti, ricoveri e dispositivi di protezione individuale, preghiamo

(Marina Venturini, Pesaro) Per i giovani che sono lontani da Dio e non comprendono il pericolo che stiamo attraversando. Signore aiutali perché non conoscono il vero valore della vita. Preghiamo

(Augusto Fumagalli, Bergamo). Ti preghiamo, o Signore, per la terra di Bergamo la terra del Papa Buono; vedi l’afflizione che particolarmente la colpisce a causa di questo morbo mortale. Dona al vescovo Francesco e a tutti i tuoi ministri di saper guidare lo sguardo dei fedeli alla tua croce, affinchè – rinvigoriti dalla certezza del tuo amore senza limiti – continuino a servire Te e i fratelli.

(Gigi D’Andrea, Alessandria) In questi momenti terribili, di sofferenza infinita, di confusione mentale,di prova e di dolori atroci…
Gesu, solo Tu plachi le paure, solo Tu parli al nostro cuore e lo riempi del tuo amore immenso. Ti preghiamo

(Francesca Palombi, Roma) Padre Santo, in questo giorno nel quale tutti insieme ricordiamo Carlo, sposo, padre, fratello, zio e amico aiutaci a comprendere il tuo abbraccio e il tuo amore, indispensabili per uscire da una vita che sembra oggi non avere luce, non avere prospettive, dove ogni giorno sembra uguale all’altro.  Aiutaci ad ascoltare la Tua voce che da vicino ci dice, come a Lazzaro, “vieni fuori, alzati!”, per poter rinascere insieme ai nostri cari con fiducia e gioia. Noi ti preghiamo

Canto di offertorio: אשירה לאדוני (Ashira Ladonai – tradizione ebraica)

אָשִׁ֤ירָה לַֽיהוָה֙ כִּֽי־גָאֹ֣ה גָּאָ֔ה ס֥וּס וְרֹכְב֖וֹ רָמָ֥ה בַיָּֽם

Ashira Ladonai Ki ga’oh ga’ah,
Sus verochvo Ramah bayam.

Voglio cantare al Signore, perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere ha gettato nel mare. (Es 15,1)

Sulle offerte

Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
tu che ci hai illuminati con gli insegnamenti della fede,
trasformaci con la potenza di questo sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.

Santo (Missa Luba, Congo)

Preghiera alla comunione:
NON TEMERE

Quante volte Signore ci hai esortato a non temere?

Forse tante quanti sono i giorni dell’anno, di tutti gli anni da quando siamo al mondo.

Quante volte Signore abbiamo risposto alla tua esortazione?

 Quante volte siamo stati Te, o Dio, verso i nostri fratelli dando loro vigore e speranza per superare paura e sgomento?

Oggi siamo qui e piangiamo i nostri cari morti: allora e oggi.

Siamo qui riuniti senza essere vicini, insieme senza darsi la mano, oranti senza abbraccio fraterno.

Tuttavia come sappiamo essere uniti e in comunione con chi, allora e oggi, già è con Te in uno spazio e in un tempo a noi ignoti, così ci sentiamo uniti e in comunione tra noi.

E come hai detto ai tuoi discepoli in un mare in tempesta fonte delle loro paure, così ci diciamo l’un l’altro e ai nostri fratelli: NON TEMERE.

 “Pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”.

Fa che queste parole, Signore, diventino carne e sangue di ognuno di noi. Fa che in questi momenti di tristezza e sconforto la speranza che è in noi diventi luce e lampada per i passi di chi è incerto e smarrito.

Fa che di fronte alle paure e alle solitudini dei nostri tempi il tuo NON TEMERE risuoni dalle nostre bocche e dai nostri cuori a sostegno e futuro per chi sostegno e futuro non trova più.

 NON TEMERE. Ora e sempre.

Canto di comunione: Dolce sentire

Dolce è sentire
Come nel mio cuore
Ora umilmente
Sta nascendo amore
Dolce è capire
Che non son più solo
Ma che son parte di una immensa vita
Che generosa
Risplende intorno a me
Dono di Lui
Del Suo immenso amore
Ci ha dato il Cielo
E le chiare Stelle
Fratello Sole
E Sorella Luna
La Madre Terra
Con Frutti, Prati e Fiori
Il Fuoco, il Vento
L’Aria e l’Acqua pura
Fonte di Vita
Per le Sue Creature
Dono di Lui
Del suo immenso amore
Dono di Lui
Del suo immenso amore

Dopo la comunione

Dio onnipotente, concedi a noi tuoi fedeli
di essere sempre inseriti come membra vive nel Cristo,
poiché abbiamo comunicato al suo corpo e al suo sangue.
Per Cristo nostro Signore.

Canto finale: Siyahamba (Africa)

Marciamo nella luce di Dio
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwen-,
Khanyen’ kwenkhos’,
Siyahamba, hamba,
Siyahamba, hamba,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwen-,
Khanyen’ kwenkhos’.
Siyahamba, hamba,
Siyahamba, hamba,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’.
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwen-,
Khanyen’ kwenkhos’,
Siyahamba, hamba,
Siyahamba, hamba,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwen-,
Khanyen’ kwenkhos’.
Siyahamba, hamba,
Siyahamba, hamba,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’.We are marching in the light of God,
We are marching in the light of God,
We are marching in the light of God,
We are marching in the light of,
The light of God,
We are marching, marching,
We are marching, marching,
We are marching in the light of,
The light of God,
We are marching, marching,
We are marching, marching,
We are marching in the light of GodWe are marching in the light of God,
We are marching in the light of God,
We are marching in the light of God,
We are marching in the light of,
The light of God,
We are marching, marching,
We are marching, marching,
We are marching in the light of,
The light of God,
We are marching, marching,
We are marching, marching,
We are marching in the light of GodSiyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwen-,
Khanyen’ kwenkhos’,
Siyahamba, hamba,
Siyahamba, hamba,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwen-,
Khanyen’ kwenkhos’.
Siyahamba, hamba,
Siyahamba, hamba,
Siyahamb’ ekukhanyen’ kwenkhos’.