L’Eucaristia: la presenza reale di un Dio che abita nei nostri cuoriFesta del Corpus Domini

Nella Solennità del Corpus Domini celebriamo Gesù che si fa pane vivo per entrare nella nostra vita; non un semplice simbolo, ma il mistero meraviglioso di Cristo che bussa alla porta del nostro cuore per donarsi a noi.


TARCISIO FELDHAUS

Oggi celebriamo una delle feste più belle e profonde della nostra fede: la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Celebriamo Gesù che si fa pane e bevanda per noi. Celebriamo un Dio che non vuole restare lontano dall’umanità, ma desidera entrare dentro di noi, abitare nel nostro cuore, vivere nella nostra vita.

Nel Vangelo di Giovanni, Gesù dice parole molto forti: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo… Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo.”
E ancora: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna… rimane in me e io in lui.”

Gesù non parla soltanto di un simbolo. Non dice: “questo rappresenta il mio corpo”, ma “questo è il mio corpo”. L’Eucaristia è la presenza reale di Gesù. È Cristo vivo che si dona a noi.

Dio vuole avere un posto in noi. Vuole entrare nella nostra vita. Nell’Apocalisse leggiamo: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno mi apre, entrerò da lui e cenerò con lui.” Dio bussa alla porta del nostro cuore. E nell’Eucaristia entra veramente in noi. Quando riceviamo il Corpo e il Sangue di Cristo, Gesù viene ad abitare dentro di noi.

Che mistero meraviglioso! Noi mangiamo il pane consacrato e riceviamo Dio stesso. Lui si fa piccolo, umile, pane spezzato, perché nessuno abbia paura di avvicinarsi a Lui.

San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda che il calice che benediciamo è comunione con il sangue di Cristo e il pane che spezziamo è comunione con il corpo di Cristo. E aggiunge un dettaglio molto importante: poiché mangiamo dello stesso pane, noi diventiamo un solo corpo.

L’Eucaristia non unisce soltanto ciascuno di noi a Gesù; unisce anche noi tra di noi. Formiamo la Chiesa, il Corpo di Cristo. Cristo vive in ciascuno di noi e ci rende fratelli. Non possiamo ricevere Gesù e poi vivere nell’odio, nell’indifferenza o nella divisione. L’Eucaristia costruisce la comunione.

La prima lettura del Deuteronomio ci ricorda il cammino del popolo d’Israele nel deserto. Dio ha liberato il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto e lo ha nutrito con la manna. Quella manna era una preparazione, una profezia. Annunciava un pane ancora più importante e più prezioso: Gesù stesso, il vero pane disceso dal cielo, il figlio di Dio Padre.

E Mosè ricorda anche che l’uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Abbiamo bisogno del pane dell’Eucaristia e del pane della Parola di Dio. Entrambi nutrono la nostra vita spirituale.

Cari fratelli e sorelle, oggi siamo invitati a rinnovare la nostra fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. I miracoli eucaristici della storia della Chiesa hanno rafforzato questa fede, ma la fede nasce soprattutto dall’ascolto della parola di Gesù: “Questo è il mio corpo… questo è il mio sangue.”

Ringraziamo il Signore per questo dono immenso. Dio stesso si fa nostro nutrimento. Riceviamolo sempre con fede, rispetto, amore e umiltà. Non abituiamoci mai a questo mistero così grande.

Che ogni Comunione ci trasformi sempre di più in Cristo, perché anche noi possiamo portare la sua presenza nel mondo.

Amen.