“Devo fermarmi a casa tua”XXXI domenica del tempo ordinario C

Commento al vangelo di Lc 19,1-10


SERGIO ROTASPERTI

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 19,1-10)

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».


Il racconto della conversione di Zaccheo si inserisce nell’ultima tappa del cammino di Gesù verso Gerusalemme. Prima di giungere solennemente a Gerusalemme e compiere il ministero nella città santa, Gesù si ferma a Gerico, città ricca e opulenta e qui l’evangelista ci racconta la guarigione del cieco e, appunto la conversione di Zaccheo.

Il filo rosso di Luca e di questo brano è il tema della salvezza: l’amore di Dio raggiunge l’impensabile e i perdenti.

In questo caso abbiamo a che fare addirittura con “il capo dei pubblicani” sfacciatamente ricco. Zaccheo lontano dal seguire la Torah era un persona tenuta lontana per disprezzo dalla stessa gente.

In Zaccheo notiamo un movimento: cerca di vedere, corre avanti e sale sull’albero.  Perché cercava di vedere Gesù? Non lo sappiamo e probabilmente la risposta è nel cuore del lettore che può ritrovarsi nel percorso di Zaccheo. Non si tratta certo di sola e pura curiosità.

A questo movimento vi è un’azione di Gesù: colui che cerca in realtà è cercato e trovato da Dio.

I verbi che contrassegnano l’azione di Gesù sono stativi. Gesù vuole fermarsi e rimanere presso Zaccheo. L’accento è quindi posto sulla relazione personale con Gesù.

E la relazione personale con Gesù cambia Zaccheo e lo rende modello del discepolo, pronto a condividere con i poveri.

Non vi sono barriere presso Dio. Convertirsi è entrare in una relazione personale con Gesù, permettendo a lui di entrare nella nostra casa, fra le nostre cose, nel nostro intimo. E la cartina di tornasole di questa conversione è la condivisione, specialmente con i poveri.