Qual è il cuore del nostro essere credenti?XXX domenica del tempo ordinario
La Parola di Dio di questa domenica ci riporta all’essenziale della nostra fede cristiana, ponendoci di fronte a una domanda fondamentale: qual è il cuore del nostro essere credenti?
Introduzione alla Liturgia
La Parola di Dio di questa domenica ci riporta all’essenziale della nostra fede cristiana, ponendoci di fronte a una domanda fondamentale: qual è il cuore del nostro essere credenti?
Nel Vangelo, un dottore della Legge interroga Gesù per metterlo alla prova sul “grande comandamento”. La risposta di Gesù va dritta al punto e intreccia indissolubilmente due dimensioni: l’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo. Non si tratta di due doveri separati, ma di due facce della stessa medaglia. L’amore con tutto il cuore, la mente e l’anima per il Signore si incarna e diventa visibile nell’attenzione, nella cura e nella compassione per chi ci sta accanto.
La Prima Lettura, tratta dal libro dell’Esodo, ci mostra la concretezza di questo amore. Dio si fa voce e difesa degli ultimi, degli indifesi e di chi si trova in difficoltà: il forestiero, la vedova, l’orfano, il povero. Come comunità italiana living all’estero, che conosce bene il significato dell’esperienza dell’accoglienza e della vita in terra straniera, queste parole risuonano in noi con una forza e una vicinanza del tutto particolari.
Accogliamo dunque l’invito della colletta di questa domenica: chiediamo al Padre la gioia di un cuore libero e pacificato, capace di amare e di farsi testimone vivo della Parola, sul modello dei primi cristiani di Tessalonica che san Paolo loda nella Seconda Lettura.
Preghiera dei fedeli
(P. Tarcisio) Dio ascolta il grido dei poveri, degli oppressi e di chi soffre. Egli ha compassione di fronte alle necessità del nostro tempo. Chiediamo la sua misericordia. Preghiamo insieme dicendo: Ascoltaci, o Signore.
- Per la Chiesa, perché abbia sempre sacerdoti e religiosi dal cuore generoso per testimoniare l’amore di Dio Padre a tutti gli uomini della terra ed annunciare i doni che Dio ci ha fatto e condividerli con i fratelli, noi ti preghiamo
- Signore ti preghiamo per tutti noi battezzati e per Benjamin e Bernardo che hanno ricevuto oggi il dono del battesimo: l’amore per te ci aiuti a scoprire che in ogni fratello ci sei tu che attendi un gesto, un po’ di attenzione, una parola buona. Insegnaci ad amare noi stessi, ad accettarci con i nostri limiti, ad avere misericordia. Così potremo amare gli altri con lo stesso amore e la stessa carità, noi ti preghiamo.
- Per chi governa le nazioni: perché cancellino i debiti con i paesi più poveri, facciano leggi giuste a favore delle categorie più disagiate, degli abbandonati, dei profughi e a nessuno manchi il pane quotidiano, noi ti preghiamo
- In questa Giornata Missionaria Mondiale preghiamo per la Chiesa e per la popolazione del Madagascar. Per tutti gli uomini e le donne che sono al fianco della popolazione locale con progetti di aiuto
- Signore, uniti a papa Leone, invochiamo con urgenza la pace per i tanti conflitti che stanno distruggendo tante vite preziose di fratelli e sorelle da te tanto amati…il tuo Santo Spirito invada i cuori e le menti dei responsabili di tanto dolore e li converta al bene per un futuro di pace! Preghiamo
- Per Hugo che ha ricevuto oggi il sacramento della cresima e per i giovani della nostra comunità che la riceveranno nei prossimi mesi perché siano coraggiosi testimoni dell’amore di Dio là dove vivono e operano, preghiamo
(P. Tarcisio) Tu, o Dio, ci sei vicino con il tuo amore. Per questo ti lodiamo ora e nei secoli dei secoli. Amen
Ringraziamento alla comunione
No, Signore Gesù,
tu non ci imponi una sequela di rigide prescrizioni
o le sottigliezze di una Legge osservata con pignoleria.
In questo Pane di vita che abbiamo ricevuto,
ci ricordi che tutto si fonda sul grande e primo comandamento,
che poi è un solo e unico Amore.
Senza l’amore a nulla servono i formalismi
o le esteriorità con cui a volte rassicuriamo la nostra coscienza.
Tutto, per te, è questione di cuore:
un amore vissuto verso il Padre e verso il prossimo;
un amore che non ti offre i ritagli del tempo
o le scorie delle nostre forze,
ma che impegna tutto ciò che siamo:
con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente.
Oggi che ci hai accolti alla tua mensa,
dona a ciascuno di noi la grazia di questo Amore.
In te, la nostra vita diventerà obbedienza e abbandono,
adorazione, lode e servizio operoso nella giustizia.
Insegnaci ad aprirci al prossimo
— specialmente a chi è solo, povero o forestiero —
con gesti e parole che sappiano di te:
con la tenerezza di una madre,
la misericordia di un padre,
la dolcezza di un amico,
la solidarietà di un fratello
e l’affetto esigente di un maestro.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
Omelia di P. Tarcisio
Cari fratelli e sorelle,
nel Vangelo di oggi viene posta a Gesù una domanda molto importante: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gesù risponde: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente».
Ma Gesù non si ferma qui. Anche se gli è stato chiesto soltanto quale sia il comandamento più importante, Egli ne aggiunge spontaneamente un secondo: «Amerai il tuo prossimo come te stesso».
Con queste parole Gesù ci insegna che l’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo sono inseparabili. Non possiamo dire di amare Dio e poi rimanere indifferenti davanti alle necessità dei nostri fratelli e delle nostre sorelle.
La fede cristiana, infatti, non è soltanto una questione privata, un rapporto personale tra me e Dio. La fede deve diventare vita concreta, deve manifestarsi nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nei luoghi di lavoro, nella scuola e nella società.
Già nella prima lettura, tratta dal libro dell’Esodo, Dio ci offre esempi molto concreti di questo amore. Egli dice al suo popolo: «Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto».
E aggiunge: «Non maltratterai la vedova o l’orfano».
Dio ci invita così a praticare la giustizia, ad avere compassione dei poveri, dei deboli, degli stranieri e di tutte le persone che soffrono.
Queste parole sono molto attuali anche oggi. Pensiamo a chi arriva da un altro Paese, a chi vive nella solitudine, a chi non ha lavoro, a chi è malato o attraversa momenti difficili. Tutti meritano rispetto, attenzione e dignità.
Ogni persona è amata da Dio, anche chi non lo conosce ancora o non crede in Lui. Nessuno deve sentirsi escluso dal nostro amore.
Nel Salmo responsoriale abbiamo pregato: «Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore».
Sono parole bellissime! Dio è la nostra forza, la nostra roccia, il nostro rifugio. In Lui possiamo trovare sicurezza e speranza, soprattutto nei momenti difficili.
Ma se noi troviamo rifugio nell’amore di Dio, siamo chiamati a diventare anche noi un sostegno per gli altri. Attraverso la nostra vicinanza, la nostra pazienza e la nostra generosità, qualcuno può sperimentare concretamente la bontà di Dio.
Nella seconda lettura, san Paolo loda la comunità cristiana di Tessalonica. Quei cristiani non si sono limitati ad ascoltare e accogliere il Vangelo. Guidati dallo Spirito Santo, lo hanno vissuto con gioia e fedeltà, diventando un esempio per i credenti della Macedonia e dell’Acaia.
Anche noi siamo chiamati a diventare testimoni del Vangelo.
Cari fratelli e sorelle, l’amore cristiano si insegna soprattutto con l’esempio. Ad esempio, quando i figli vedono i genitori aiutare, perdonare e rispettare gli altri, imparano qualcosa di prezioso da loro sulla fede.
Ciascuno di noi è invitato e puoi essere testimoni dell’amore di Dio, attraverso l’amicizia, la solidarietà e l’attenzione verso chi viene escluso o dimenticato.
In questo mese di ottobre, chiamato mese missionario ricordiamo particolarmente le missioni della Chiesa nel mondo. Preghiamo per i missionari e le missionarie che annunciano il Vangelo, spesso in situazioni difficili. Siamo invitati anche a sostenere concretamente la loro opera, ciascuno secondo le proprie possibilità.
Gesù stesso ci ha mostrato la strada: pur essendo Figlio di Dio, si è fatto uomo, si è abbassato e si è messo al servizio di tutti.
Anche la Chiesa deve seguire il suo esempio, avvicinandosi alle persone con umiltà, parlando un linguaggio comprensibile e testimoniando la misericordia di Dio.
Cari fratelli e sorelle, chiediamo oggi al Signore di rafforzare la nostra fede e di aprire i nostri cuori.
Che il nostro amore per Dio diventi ogni giorno amore concreto verso il prossimo, affinché attraverso le nostre parole e le nostre opere molti possano scoprire di essere figli amati di Dio. Amen.


