Comunità Italiana Freiburg |

La Bibbia della domenica

XXV domenica Tempo ordinario C

“So io che cosa farò…”

di SERGIO ROTASPERTI

Il vangelo di Lc 16,19-31 è suddiviso in tre unità: la parabola sull’amministratore disonesto; un’esortazione ad amministrare fedelmente i beni ricevuti e un giudizio sull’incompatibilità nel servire l’unico Dio e il servire il dio denaro.

La parabola sull’amministratore disonesto è certamente sconcertante e incomprensibile. Gesù non loda la disonestà dell’amministratore, ma la sua astuzia e intraprendenza. Egli è una persona intelligente. Attraverso il denaro sa usare una strategia mediante la quale riesce a trasformare una situazione a suo sfavore in un vantaggio e in una condizione positiva. Prima di tutto è saggio perché sa valutare le sue forze e la sua posizione: “Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno”; e poi sa intraprendere una azione che concerne il suo futuro: “So io che cosa farò.”

È un amministratore spregiudicato, che continua ad usare in maniera disinvolta e disonesta i beni del suo padrone, per sé stesso e per un futuro. È un atteggiamento immorale ma Gesù loda la sua “destrezza”

L’attenzione è rivolta su noi lettori e ascoltatori perché capiamo l’intraprendenza di una persona che ha saputo trasformare una situazione negativa a suo vantaggio. Ha usato intelligenza, intraprendenza, destrezza.

Penso che questa parabola è uno stimolo per ciascuno di noi, a non lasciarsi abbattere da situazione che ci sembrano drammatiche, sfavorevoli, contrarie. Vi è sempre una via di uscita, facendo leva su sé stessi e le nostre potenzialità interiori spesso sottovalutate.

Come comunità questa parabola ci insegna ad essere intraprendenti, astuti soprattutto nell’aiutare chi tra di noi e nel mondo lontano da noi si trova nell’indigenza o in difficoltà (non necessariamente economica).

Queste tre unità insieme sono uno stimolo ad amministrare i nostri beni e ricchezza non da padroni, dimenticando Dio e diventando schiavi delle cose, vivendo per esse. È necessario come cristiani condividere i beni che abbiamo: le offerte alla domenica sono il segno tangibile di questa condivisione.

Preghiamo che siamo sempre vigili sul rischio di lasciarsi dominare dal Dio denaro e soprattutto che diventiamo sempre riconoscenti, intraprendenti e attivi nell’amministrare ciò che abbiamo senza dimenticarci dei poveri.