Il mistero della Trinità: Un Dio vicino, grande nell’amore e nella misericordiaSolennità della Trinità
Una riflessione sulla Solennità della Santissima Trinità che mette in luce la vicinanza di Dio all'uomo, rivelata nelle Scritture come un mistero d'amore infinito da accogliere con fiducia.
Oggi celebriamo il grande mistero della nostra fede: un solo Dio in tre Persone – Padre, Figlio e Spirito Santo. Questo mistero non può essere spiegato completamente. Molti hanno cercato di comprendere come Dio possa essere uno e allo stesso tempo trino. Ma la fede non ci chiede anzitutto di comprendere tutto; ci invita piuttosto ad accogliere Dio e a fidarci di Lui. Dio è sempre più grande di ciò che possiamo capire. È più grande, più potente e più misericordioso di quanto possiamo immaginare.
Un Dio che scende accanto all’uomo
Nella prima lettura, tratta dal libro dell’Esodo, Mosè incontra Dio sul monte. C’è un’immagine molto bella: Dio scende e si pone accanto a Mosè. Non è l’uomo che raggiunge il cielo con le proprie forze, ma è Dio che si avvicina all’uomo. Questo è il messaggio di tutta la Sacra Scrittura: Dio non rimane lontano, ma si avvicina a noi.
Misericordia e stupore davanti al Signore
E Dio rivela il suo nome e il suo cuore: “Il Signore è misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà.” Questa è una delle più belle descrizioni di Dio nell’Antico Testamento. Dio non è un giudice severo che vede soltanto i nostri errori. È pieno di misericordia, di pazienza e di amore. Per questo Mosè si prostra davanti a Dio. Non per paura, ma per adorazione e stupore. Anche noi oggi possiamo inchinarci interiormente davanti a Dio: davanti alla sua grandezza, ma soprattutto davanti al suo amore.
La lode nella prova e il fondamento apostolico
Il salmo responsoriale, tratto dal libro di Daniele, è una grande lode a Dio. I tre giovani benedicono il Signore anche nella prova. Lo lodano perché è Padre, perché siede sul trono dei cherubini e perché deve essere glorificato nei secoli. Dio è infinitamente grande, ma allo stesso tempo vicino a noi. Nella seconda lettura ascoltiamo le parole finali della seconda lettera ai Corinzi: “La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.” Queste parole le ascoltiamo in ogni Santa Messa. Esse ci mostrano che la fede nella Trinità non è stata inventata più tardi dalla Chiesa. Già gli Apostoli credevano e annunciavano Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. La Chiesa, nei Concili, ha difesa e spiegato questo mistero, ma il fondamento si trova già nella Sacra Scrittura.
Il cuore della fede: l’amore che salva
Nel Vangelo abbiamo ascoltato una delle espressioni più conosciute della Bibbia: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito.” Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui. Questo è il centro della nostra fede. Il Padre manda il Figlio. Il Figlio ci salva attraverso la sua passione, morte e risurrezione. E lo Spirito Santo, che abbiamo celebrato nella Pentecoste, ci santifica e ci aiuta a vivere secondo il Vangelo.
La risposta dell’uomo: gratitudine e fiducia
L’unica risposta che Dio ci chiede è la fede: credere di essere amati; credere che Cristo ci ha salvati; credere che lo Spirito Santo ci accompagna ogni giorno. Così anche noi oggi possiamo stare davanti a Dio come Mosè: pieni di stupore, di gratitudine e di fiducia. Perché il Dio Trinità è grande e potente, ma anche pieno di amore e misericordia. Ci ha creati per partecipare alla sua gloria.


