La forza dello Spirito: dal timore del Cenacolo al coraggio dell’annuncioPentecoste
La Solennità di Pentecoste ci mostra come il fuoco dell'amore di Dio trasformi le nostre paure in testimonianza coraggiosa. Lo Spirito Santo abbatte ogni barriera e crea unità nella diversità, guidando ogni nostro gesto di fede, carità e perdono.
Oggi la Chiesa celebra la grande solennità di Pentecoste, il compimento della Pasqua del Signore, il giorno in cui lo Spirito Santo discende sugli Apostoli e dà inizio alla missione della Chiesa nel mondo. Gli Apostoli erano riuniti nel cenacolo, ancora segnati dalla paura, con le porte chiuse. Ma improvvisamente si udì un fragore dal cielo, come di vento impetuoso, e apparvero lingue come di fuoco che si posarono sopra ciascuno di loro. Quel fuoco non distrugge, ma illumina; non consuma, ma trasforma. È il fuoco dell’amore di Dio che rende nuovi gli uomini.
Nel momento in cui ricevono lo Spirito Santo, gli Apostoli aprono le porte. Non rimangono più nascosti. Pietro, che pochi giorni prima aveva rinnegato Gesù, ora annuncia con coraggio il Vangelo. E il miracolo è straordinario: uomini provenienti da popoli diversi ascoltano il messaggio ciascuno nella propria lingua. È il segno che il Vangelo è destinato a tutti, senza distinzione. Lo Spirito Santo crea unità nella diversità, armonia tra persone differenti, comunione tra i figli di Dio.
San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda una verità fondamentale: “Nessuno può dire: Gesù è Signore, se non sotto l’azione dello Spirito Santo”. Ogni autentica professione di fede nasce dall’azione di Dio in noi. Tutto il bene che compiamo, ogni gesto di carità, ogni atto di perdono, ogni parola di speranza, è frutto dello Spirito Santo che agisce nel cuore dell’uomo. A volte pensiamo di fare tutto con le nostre sole forze, ma il cristiano vive della grazia di Dio. È il Signore che opera in noi.
Paolo usa anche l’immagine del corpo: noi siamo un solo corpo e Cristo è il capo. Ognuno di noi è un membro diverso, con doni differenti, ma tutti necessari. Nessuno è inutile nella Chiesa. Lo Spirito Santo distribuisce i suoi doni per l’edificazione comune. Quando viviamo nell’egoismo, spezziamo la comunione; quando invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, diventiamo strumenti di unità, di pace e di amore.
Nel Vangelo, Gesù appare ai discepoli e la prima parola che dona è: “Pace a voi”. Poi soffia su di loro e dice: “Ricevete lo Spirito Santo”. Quel soffio richiama il respiro della creazione: Dio che dona la vita nuova. E insieme allo Spirito, Gesù affida agli Apostoli la missione del perdono dei peccati. Lo Spirito Santo è colui che rinnova il cuore, guarisce le ferite e riconcilia l’uomo con Dio.
Oggi risuona anche la meravigliosa Sequenza di Pentecoste, una delle più belle preghiere della Chiesa: “Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce”. È una supplica intensa affinché lo Spirito venga
a colmare ciò che è vuoto,
a lavare ciò che è impuro,
a piegare ciò che è rigido,
a scaldare ciò che è freddo,
a raddrizzare ciò che è sviato.
Senza lo Spirito Santo, il cuore si inaridisce; con Lui, tutto rifiorisce.
Fratelli e sorelle, lo Spirito Santo ci è stato donato nel Battesimo ed è stato rafforzato nella sua pienezza nella Cresima. Egli continua ad agire in noi ogni volta che gli apriamo il cuore. Non spegniamo la sua voce. Lasciamoci guidare dallo Spirito di Dio nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nelle nostre scelte quotidiane. Chiediamo oggi la grazia di essere cristiani coraggiosi, capaci di testimoniare Gesù con la vita.
Maria, Madre della Chiesa, che era presente nel cenacolo insieme agli Apostoli, ci accompagni e interceda per noi, affinché anche noi possiamo essere pieni del fuoco vivo dello Spirito Santo. Amen.


