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VI domenica del tempo ordinario - A

Amore autentico

di SERGIO ROTASPERTI

In quel tempo vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: «Stupido», dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: «Pazzo», sarà destinato al fuoco della Geènna.
23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! 27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. 29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
31Fu pure detto: «Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio». 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. 33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: «Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti». 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno. (Mt 5,17-38)

Questo testo complesso fa parte del cosiddetto “discorso sul monte”, che segue le Beatitudini (5,1-12). Questa sezione è un confronto con la Torah, cioè l’Antico Testamento, in cui Gesù offre la sua interpretazione sul Decalogo, rispetto alla tradizione ebraica del suo tempo.

Dobbiamo evitare una lettura fuorviante e distorta del testo, come spesso ancora oggi accade e si sente e, cioè che Gesù supera l’AT, come se esso non serva più. Se ciò fosse vero non si capisce perché all’inizio egli stesso afferma: “non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento”.

Che cos’è questo “compimento” di cui egli parla? Gesù conferma la validità dei comandamenti (e con essa le Scritture ebraiche), e la sua personale interpretazione intende andare al senso originario dei comandamenti, alla loro autenticità.

La traduzione italiana del testo greco induce a una falsa interpretazione: “Avete inteso che fu detto…ma io vi dico”. Nel testo greco non troviamo l’avversativa “ma”, ma una congiunzione rafforzativa. E quindi dovremmo meglio tradurre: “Avete inteso che fu detto…e io vi dico ancora allora”. Gesù cioè, confermando i comandamento contenuto nella Torah, vuole andare alla radice di esso. Esemplifichiamo

Rispetto, al quinto comandamento, Gesù non solo conferma che non bisogna uccidere, ma aggiunge che si può uccidere in tanti modi, anche con le parole. L’invito di Gesù è quello di togliere ogni forma e modalità che conduce alla “uccisione” dell’altro.

Così per l’adulterio. Devi andare alla radice dell’adulterio che è il cuore e i suoi desideri, che devono essere canalizzati a livello  emotivo e razionale.

Gesù interpreta in modo radicale i comandamenti contenuti nella Torah e chiede ai suoi discepoli e, quindi, a noi, un cammino di autenticità

Non basta mettersi la coscienza a posto davanti a Dio dicendo: io non ho fatto nulla di male: non ho ucciso e, se sono sposato/a, non ho commesso adulterio. È nella nostra coscienza che scopriamo il percorso per essere giusti e autentici davanti a Dio e onesti con se stessi. È il cammino dell’amore autentico.

Ne sono convinto/a? è questa la mia direzione?