Gesù, il buon pastore e la porta della vitaIV Domenica di Pasqua A
Nella quarta domenica del tempo pasquale, la liturgia ci invita a contemplare la figura di Gesù come Buon Pastore e Porta verso la salvezza. Il testo offre una riflessione sulla presenza costante di Cristo risorto, che non ci abbandona, ci conosce per nome e si sacrifica per amore.
In questa quarta domenica del tempo pasquale la Chiesa ci invita a contemplare Gesù come il Buon Pastore (Gv 10,1-10). È una domenica piena di consolazione e di speranza, perché ci ricorda che non siamo soli, non siamo abbandonati, non siamo pecore senza guida. Cristo risorto cammina con noi, ci conosce per nome, ci cerca quando ci perdiamo, ci rialza quando cadiamo, ci conduce verso la vita vera.
Nel Vangelo di Giovanni, Gesù dice due cose meravigliose: Io sono il buon pastore e Io sono la porta. Queste immagini ci rivelano il suo amore per noi.
Gesù è il Buon Pastore perché non domina il gregge, non sfrutta le pecore, non pensa a sé stesso. Egli ama fino in fondo. Lo ha dimostrato sulla croce, dove ha donato la sua vita per salvarci. Il mercenario fugge davanti al pericolo; il vero pastore invece resta, difende, protegge, si sacrifica. Così ha fatto Gesù: ha preso su di sé il nostro peccato, il nostro dolore, la nostra morte, per donarci la sua vita nuova.
Ma Gesù dice anche: Io sono la porta. Attraverso di Lui entriamo nella comunione con Dio Padre. Gesù è l’unica porta che conduce alla salvezza, alla pace del cuore, alla vita eterna. In Lui troviamo sicurezza. In Lui troviamo riposo. In Lui troviamo il nutrimento per il cammino. Entriamo attraverso questa porta quando ascoltiamo la sua Parola, quando viviamo i sacramenti, quando ci fidiamo del suo amore. E usciamo da questa porta per vivere nel mondo da cristiani, sotto la sua protezione, portando luce, bontà e speranza agli altri.
Nella seconda lettura, san Pietro ci ricorda che Gesù è il pastore delle nostre anime, colui che ci ha redenti. Eravamo smarriti, ma Lui ci ha ricondotti a casa. Eravamo feriti, ma Lui ci ha guariti. Eravamo lontani, ma Lui ci ha riportati al Padre. Per questo con Cristo abbiamo la grazia e la gioia.
Questa domenica è anche la giornata di preghiera per le vocazioni. La Chiesa ci invita a chiedere con fiducia al Signore che mandi pastori secondo il suo cuore: sacerdoti santi, generosi, fedeli, capaci di guidare il popolo di Dio con amore. Abbiamo bisogno di sacerdoti che continuino l’opera di Gesù: insegnando la verità del Vangelo, predicando con coraggio, aiutando i poveri, ascoltando chi soffre, perdonando i peccati nel nome di Cristo, celebrando l’Eucaristia, accompagnando tutti verso la casa del Padre.
Oggi vogliamo anche ringraziare il Signore per tutti i pastori che ci hanno aiutato nella fede: i sacerdoti che ci hanno battezzato, preparato alla Prima Comunione, confermato nella Cresima, ascoltato in confessione, consolato nei momenti difficili, pregato per noi. Quanti doni di Dio abbiamo ricevuto attraverso il loro ministero!
Preghiamo allora con cuore sincero: Signore Gesù, Buon Pastore, non lasciare mai la tua Chiesa senza guide sante e generose. Dona nuove vocazioni sacerdotali e religiose. Benedici tutti i nostri sacerdoti e rendi anche noi pecore docili alla tua voce.
Seguendo Te, Pastore buono e porta della salvezza, un giorno arriveremo alla casa del Padre.


