Una presenza tra noiAscensione del Signore
Un'esplorazione della presenza divina e della speranza, ispirata alla raffigurazione artistica del trittico e ai temi teologici dell'Ascensione e della Pentecoste.
Sia la prima lettura che il Vangelo ci riportano oggi il racconto dell’Ascensione, ma lo fanno attraverso prospettive diverse.
La prima lettura è l’inizio degli Atti degli Apostoli. Sappiamo che quest’opera, scritta da Luca, è la seconda parte del suo scritto, ovvero la continuazione del Vangelo. Infatti, qui si riprende il cammino di Gesù fino dal momento dell’Ascensione, per raccontare il cammino dei primi discepoli, della chiesa delle origini.
Questa non è solo una cronaca, ma il racconto di una partenza: un punto di non ritorno nel cammino di fede, non solo dei discepoli di allora, ma anche di noi, discepoli di oggi. Gesù assente e pur tuttavia presente.
I due uomini in vesti bianche, che richiamano quelli apparsi il giorno di Pasqua davanti alla tomba, istruiscono i discepoli: dicono loro che non devono restare fissi sul punto dove si trovano, bloccati dai bisogni e dalle paure che li accompagnano. Al contrario, devono partire da lì per assumersi le proprie responsabilità di fede, con la consapevolezza che incontreremo di nuovo Colui che sembra essere partito per sempre.
Anche il Vangelo di Matteo ci racconta l’Ascensione e la partenza di Gesù. Qui, però, viene messo maggiormente in evidenza il “testamento” del Risorto: il mandato di testimoniare la Parola ricevuta fino alla fine dei tempi.
Sappiamo bene che questa testimonianza è spesso immersa nel dubbio; oscilla in una fede che vacilla e che, nel momento della prova, a volte non sa riconoscere la presenza del Signore. Eppure, è proprio sulla sua Parola e sull’osservanza di quanto Egli ci dice che si fonda la nostra fede. Lui è con noi sempre, fino alla fine dei nostri giorni: una presenza che non vacilla, anche quando la nostra fede vacilla.
In conclusione, se la prima lettura ci racconta l’Ascensione come distacco, il Vangelo ne annuncia la presenza eterna. Sono le due facce della stessa medaglia. Come scrive Massimo Grilli in Alla ricerca del volto:
“Gesù non è più visibile fisicamente agli occhi dei discepoli e delle diverse generazioni, e tuttavia non abbandona i suoi discepoli, ma è misteriosamente presente nei loro cammini”.
Sia questo il cuore della nostra speranza oggi: sapere che la sua assenza fisica è in realtà l’inizio di una vicinanza nuova e senza confini.


