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II domenica di Quaresima C

Esperienze di luce

di SERGIO ROTASPERTI

In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. 32Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. 34Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. 35E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». 36Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. (Lc 9,28-36)

In questa seconda domenica di quaresima, ci viene proposto l’episodio della trasfigurazione di Gesù. Il motivo risiede nel fatto, che ci viene raccontato come Gesù affronta il suo cammino verso Gerusalemme, luogo della sua passione e morte. Il racconto della trasfigurazione in Luca avviene dopo il primo annuncio sconvolgente che Gesù fa ai suoi discepoli: “Il figlio dell’uomo deve soffrire molto..venire ucciso e risorgere” (Lc 9,22). Un annuncio traumatico, poiché i discepoli non possono e non vogliono accettare un Messia che si piega ai potenti, un messia incapace di rispondere con la forza ala violenza. Non vogliono accettare che la croce faccia parte del cammino. Non possono accettare che Gesù dica: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segue” (Lc 9,23). Non accettano la sua morte. Non acccettano la propria morte. E questo è un forte shock e momento di crisi.

In questo contesto di buio, oscurità e crisi, il brano della trasfigurazione rappresenta un momento di luce per il futuro cammino  di Gesù e un messaggio per i discepoli. Prima di tutto, la trasfigurazione avviene durante la preghiera. Gesù sta pregando (Lc 9,29), cioè si trova in un momento particolare della sua vita in cui sta chiedendo appunto una luce e come andare avanti. Gesù si trova nel buio, solo con se stesso e con Dio, senza alcun sostegno umano, poiché persino i suoi più stretti amici  si addormentano (come avverrà nel giardino del Getsemani)

La trasfigurazione non è una azione di Gesù, ma di Dio: Gesù è trasfigurato dal Padre. In che cosa consiste poi la trasfigurazione è difficile spiegarlo. Per questo Luca ricorre alla simbologia tipica dell’AT e della letteratura apocalittica (colore bianco, esodo, sonno, nube, ombra). Essa è una esperienza di luce. Nel caso di Gesù vi sono due persone: Mosè ed Elia, cioè due profeti che hanno seguito il Signore, hanno sofferto molto, ma non sono stati mai abbandonati da Dio. In questa esperienza di buio, dunque, Gesù nella preghiera ha la certezza che qualsiasi cosa puoi capitare nella sua vita futuro, nel suo futuro cammino, anche se tragico e tremendo, non rimarrà solo, non si troverà abbandonato.

La trasfigurazione è un evento che ciascuno di noi ha vissuto, vive, o può vivere. Non è qualcosa di miracoloso. Bisogna forse immergersi nella preghiera sincera del proprio cuore e affidare a Dio ciò che viviamo, che proviamo, che odiamo, ciò di cui abbiamo paura. La luce non mancherà. Essa si può manifestare in tanti modi: con una parola, attraverso un evento, una persona, un qualcosa di banale apparentemente. Se ci fermiamo un po a pensare ai momenti di luce che ci hanno illuminato e ci hanno fatto andare avanti senza scendere nella disperazione, ecco questa è trasfigurazione.

Dobbiamo solo aprire gli occhi ed essere piu attenti alla bellezza di luce che ci attraversa. Essa è solo un attimo, non dura molto. Per Gesù l’evento della Trasfigurazione è durato il tempo di scendere e poi incamminarsi verso il buio della passione. Tuttavia la sua speranza non è mai tramontata.

Signore, porta anche noi sul Tabor con te
per mostrarci la tua luce!
Lascia che la nostra speranza passo dopo passo
Salga con te verso Dio.

Fa’ che anche noi siamo trasformati,
e siamo illuminati dalla tua gloria
tu che sei il Signore dei signori.

Poi scendi con noi dalla montagna
nella valle delle preoccupazioni quotidiane
e sii la via e il bastone di sostegno
perché possiamo portare la nostra croce
fino al mattino di Pasqua.

(Peter Gerloff)