Comunità Italiana Freiburg |

La Bibbia della domenica

XVI domenica Tempo Ordinario C

Priorità nella vita

di SERGIO ROTASPERTI

Vi è un filo conduttore comune che lega la prima lettura (Gen 18,1-10) e il vangelo di oggi (Lc 10,38-42): l’ospitalità. Nel racconto della Genesi Abramo ospita tre sconosciuti che la tradizione religiosa interpreta Dio stesso e nel vangelo di Luca le sorelle Mara e Maria ospitano Gesù.

L’ospitalità è una delle caratteristiche del mondo orientale ed entrambi i testi ci raccontano uno spaccato della vita quotidiana del mondo antico.

Mi soffermo su alcune annotazioni rispetto al brano evangelico.

Spesso si è contrapposto l’atteggiamento di Maria più contemplativo con quello di Marta, più attivo e concreto. E non di rado ci riconosciamo maggiormente più in Marta che in Maria.

Inoltre, facciamo fatica a comprendere le parole di Gesù, che apprezza e loda l’atteggiamento di Maria a discapito del lavoro necessario di Marta: “Marta, Marta tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Quindi Maria è la più brava e Marta, invece, pur dandosi da fare per l’ospitalità, riceve addirittura un rimprovero da Gesù.

Il testo non vuole mettere in contrapposizione due atteggiamenti e tantomeno giudicare le due discepole, ma vuole porre l’accento sulla priorità da dare nella vita e nelle cose da fare.

In Luca, Gesù è un maestro e questo testo si inserisce nel suo cammino verso Gerusalemme che da qualche settimana abbiamo iniziato a leggere. Il fare è importante: l’episodio che precede questo testo è il famoso brano del buon Samaritano che la scorsa domenica abbiamo approfondito…

Il punto, dunque, non è la contrapposizione tra il fare e il contemplare, ma la priorità nella nostra vita. Maria, ai piedi di Gesù, “ascoltava la sua parola”. Esattamente questo è il punto. La priorità va all’ascolto della parola di Gesù che ci spinge all’azione con un certo stile di vita, quello del buon samaritano.

Marta – e in lei la comunità primitiva dei discepoli come ogni persona oggi – correva il rischio di lasciarsi travolgere dalle situazioni, dai problemi, dall’affanno che toglie serenità e che nemmeno da peso alla presenza dell’ospite perché concentrata su se stessa e che tutto vada secondo i suoi piani.

Dare priorità all’ascolto significa dare peso alla dimensione contemplativa della vita. Al di là di tutto e sopra ogni mia azione, prima di ogni mia azione, durante ogni mia azione, e dopo ogni mia azione, cioè che mi cura, aiuta, sostiene, illumina, dà forza, mi aiuta a dare il giusto peso alle cose, è Dio e la sua parola, che permane nel mio cuore.

Stare ai piedi di Gesù come Maria è stare a cuore a cuore con lui e da lui lasciarci abbracciare, lasciarsi permeare dalle sue parole di vita e di amore.

Ecco, quindi, oggi, un’altra caratteristica per la nostra comunità: non è importante le cose che facciamo, dobbiamo naturalmente essere buoni samaritani. Ma il nostro cuore è come quello di Maria e con questo cuore di uomini e donne ai piedi di Gesù, ci prendiamo cura di ogni nostro prossimo.