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Bibbiablog

V domenica di Pasqua C

Questione di cuore

di SERGIO ROTASPERTI

In quel tempo, quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33aFiglioli, ancora per poco sono con voi. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». (Gv 13,31-33a.34-35)

Il breve testo di questa domenica fa parte di una lunga sezione (capp. 13.17) che è conosciuta come “i discorsi di addio” di Gesù. Qui troviamo il cosiddetto testamento di Gesù, attraverso il quale egli lascia ai suoi discepoli il cuore del suo insegnamento. Il discorso ci riporta al momento drammatico che precede la passione e morte di Gesù. Il contesto è quello del tradimento: “quando Giuda fu uscio dal cenacolo..”

In questo breve testo vi sono due parole importanti: glorificazione e amore. La glorificaziona a cui si fa riferimento Gesù è lasua morte in croce, interpretata come il più grande segno della “gloria di Dio” del suo amore per gli uomini, di una vita completamente donata.

Mi fermo brevemente sul cosidetto comandamentamento nuovo: “che vi amiate gli uni gli altri” Perché nuovo? Perchè rappresenta l’unico radicale impegno che Gesù chiede ai suoi discepoli. Nient’altro. Gesù chiede che tra i discepoli vi sia amore reciproco: nessuno è superiore all’altro, e tutti abbiamo bisogno di amare ed essere amati. È nuovo perchè si fonda su Gesù: “come io ho amato voi”. Gesù ci da l’esempio e ci da la forza, con il suo Spirito, di fare altrettanto.

Siamo chiamati a volerci bene profondamente e sinceramente reciprocamente: questa è la nostra carta di identità. Siamo invitati a fare come Gesù, cioè usare parole che guariscono e non giudicano o condannano, realizzare gesti di accoglienza e cura e non trattare le persone solo se ci servono o quando abbiamo bisogno noi.

Essere cristiani è solo questione di cuore, un cuore che sia come quello di Gesù. Fermiamoci un attimo. Pensiamo alla nostra rete di relazioni e ringraziamo per le persone che ci fanno crescere nell’amore. Impegniamoci a fare di questo comandamento la nostra regola di vita.

Se cosi vivremo e ci impegneremo, la forza dell’amore di Dio cambia noi stessi, chi si sta intorno e chi sta lontano da noi.