Sorgente di acqua che zampilla per la vita eternaIII Domenica Quaresima A

Commento a Es 17,3-7 e Gv 4,5-42


SERGIO ROTASPERTI

La prima lettura di Es 17,3-7 e il meraviglioso brano evangelico della Samaritana hanno in comune il tema dell’acqua o, meglio, della mancanza di acqua.

Il popolo di Israele nel suo peregrinare nel deserto mormora contro Mosè perchè “soffriva la sete per mancanza dell’acqua” (Es 17,3). E Mosè, di conseguenza, grida verso Dio. Non si tratta solamente di soddisfare un fondamentale bisogno umano, ma in questo caso è una messa in discussione della presenza di Dio, incurante del popolo di Israele, che lui stesso ha fatto uscire dall’Egitto. L’Acqua, dunque è simbolo di vita e una prova di fede.

Anche nel brano evangelico della Samaritana vi è il tema dell’acqua. E anche qui parliamo di mancanza. Siamo immersi in uno spaccato di vita quotidiana al tempo di Gesù. La donna va al pozzo perchè gli manca l’acqua. Ma questa mancanza, questo vuoto è presente nella sua vita. I 5 mariti che non ha – allusione probabile non tanto alla sfera privata della donna, ma alle divinità dei Samaritani – rivelano comunque una mancanza, un anfora che deve essere riempita.

Gesù nel suo dialogo parte dal vuoto che vive la Samaritana e la porta attraverso un dialogo ricco di fraintendimenti a scoprire in lui colui che riempie il suo vuoto.

Vi è una domanda fondamentale che rivolge la Samaritana a Gesù e ricorre spesso nel Vangelo di Giovanni: “Da dove dunque prendi quest’acqua viva”? Non riesce a comprendere e non capisce Gesù.

“Solo chi crede, ha la chiave per comprendere, il mezzo per attingere” (Grilli, Alla ricerca del volto, 95).

Alla fine del brano non solo la Samaritana, ma anche i suoi compaesani, grazie alla testimonianza della donna, credono in Gesù. L’anfora lasciata lì al pozzo è il simbolo di un vuoto più profondo riempito dalla presenza viva di Gesù

Nella nostra vita quotidiana abbiamo sempre anfore da riempire. Penso che ciascuno di noi ha sempre un vuoto, una mancanza che necessita di essere colmato. Può essere salute, può essere serenità, affetto, amicizia, comprensione, lavoro, sicurezza, fiducia, solitudine etc. Ognuno di noi deve partire dalle sue mancanze.

L’Eucaristia è come il pozzo di Sichem. Ogni domenica veniamo e portiamo le nostre anfore chiedendo a Gesù di riempirle con la sua presenza viva. Non sappiamo da dove Gesù prende questa forza. Ma sulla croce dal suo costato è uscito sangue ed acqua, sorgente di vita. Questo mistero si rinnova in ogni Eucaristia che celebriamo.

E alla Samaritana che gli chiede con insistenza l’acqua Gesù risponde: “chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”.

Signore, ti portiamo le nostre anfore
riempile, per favore, della tua presenza.
Fà che percepiamo come la Samaritana
la forza travolgente del tuo amore appassionato.

E permetti che anche noi
riempiti di te, acqua vita
diventiamo sorgente di acqua viva
negli incontri quotidiani che la vita ci pone.