Comunità Italiana Freiburg |

Bibbiablog

la Bibbia della domenica

Perchè nessuno vada perduto

di SERGIO ROTASPERTI

La prima lettura ci presenta una sintesi della storia dell’antico israele, mentre il vangelo si inserisce in un dialogo avvenuto di notte tra Gesù e Nicodemo.
Apparentemente due testi molto distanti ma hanno in comune due elementi.
Il primo elemento sono i contrasti.
Nella prima lettura è una lettura religiosa della storia che ha portato Israele nel VI secolo alla catastrofe, alla sua fine politica e all’esilio. La responsabilità è dei governanti e del popolo stesso: Dio nella sua premura incessante aveva mandato i suoi messaggeri perché aveva compassione, “ma essi si beffarono, disprezzarono le sue parole, schernirono i suoi profeti”. Il contrasto sta qui: Dio si prende cura, la storia invece dimostra che Dio viene disprezzato e calpestato. E tuttavia Dio è testardo e non si ferma al disprezzo e al rifiuto.
Anche nel Vangelo notiamo un contrasto: tra amore e condanna, tra luce e tenebre. Un dialogo che avviene di notte: non è solo un’annotazione temporale, ma evoca lo stato d’animo dell’interlocutore di Gesù.
Ci stiamo avvicinando alla settimana santa e alla Pasqua e questi contrasti saranno sempre più evidenti e inconciliabili fino a far soccombere Gesù nella morte.
Il secondo elemento che percorre tutte e tre le letture è la testarda volontà di Dio di amare senza misura, e oltre ogni misura: “Dio ha tanto amato il mondo da dare (consegnare, donare) il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto ma abbia la vita eterna. E ancora nella seconda lettura “Dio ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, ci ha fatto rivivere in Cristo: per grazia siete salvati”.
Non esistono parole di disprezzo, di oltraggio, pagine di storia, uomini e donne che calpestano e condannano Dio, che bloccano Dio dal suo amore e dalla sua volontà di donare vita.
Dobbiamo affermarlo con forza, soprattutto oggi che si ha la tendenza di far condizionare l’amore e la misericordia di Dio alla condotta morale. Lo scandalo della croce e del nostro Dio è proprio questo: Dio ama. Dio ti dona la vita. Punto. Senza se. Senza ma. Senza condizioni. Senza precondizioni. Senza esigenze di contraccambio.
Dio non ti condanna e non condanna nessuno. E se c’è una condanna sei tu che deliberatamente e liberamente la scegli e la vuoi. Se tu sai che Dio è vita e amore e tu non vuoi che Dio sia vita e amore per te, Dio ti lascia libero, non ti condanna: tu fai la scelta di autoesclusione. Ma io penso che se fosse cosi ci troviamo davanti a casi veramente limite e per di più credo a persone fragili o psicologicamente instabili più che realmente consapevoli. Ma esiste sempre la possibilità.
Il nostro Dio è un Dio inquieto, perché ama: “L’amore è inquieto. L’amore non tollera l’indifferenza. L’amore ha compassione. Ma compassione significa mettere il cuore in gioco; significa misericordia. Giocare il proprio cuore verso gli altri: è questo l’amore. L’amore è mettere il cuore in gioco per gli altri” (Papa Francesco)
Questo fa Dio per noi. Questo è lo stile di Dio e di Gesù. Questa domenica ci chiede di metterci nei panni di Dio che si mette in gioco per noi, perché anche noi facciamo altrettanto. Ma ci introduce al dramma del rifiuto e del disprezzo di Gesù che lo portato alla croce. E noi da che parte staremo? La risposta non è per nulla scontata