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Bibbiablog

XV domenica tempo ordinario A

A larghe mani

di SERGIO ROTASPERTI

La parabola del seme nel quadruplice terreno (Mt 13: 1-23) che abbiamo ascoltato oggi nel vangelo in realtà non ha bisogno della mia spiegazione perché Matteo stesso ne dà l’interpretazione , che abbiamo ascoltato nella seconda parte del vangelo.
La comunità cristiana alla quale si rivolgeva Matteo aveva un problema: egli si aspettava che essa producesse frutto ma alcune persone non erano toccate affatto dalla Parola di Dio, altre si lasciavano prendere dalle preoccupazioni della vita. Matteo intende aiutare a fare una autocritica: “Come è disposto il tuo cuore?” Ma questo era anche la situazione di Gesù stesso. Questa domanda rimbalza fino a noi oggi come comunità, e come singole persone.
Attenzione però: La parabola non dice che non siamo come questi quattro terreni. Noi siamo il seme. Dentro di noi c’è la potenza di Dio e perciò dobbiamo interrogarci seriamente quanto facciamo fruttificare questa potenza, forza, presenza di Dio. Poi non è importante la quantità dei frutti: matteo menziona in ordine descrescente: cento, sessanta, trena. Importante è fare frutti.
“Chi ha orecchi ascolti”. L’ascoltare in Matteo ha uno spessore ebraico: l’ascolto non è solo sentire, ma far calare le parole nel cuore aderendo e poi fare, mettere in pratica. L’ascolto è attivo emozionale e pratico: shema israel.
Ma vi è un altro aspetto che mi sembra importante evidenziare: il seminatore. Ora questo seminatore è sprovveduto e un po’ incosciente. Semina a larghe mani a prescindere dai terreni, che sa già che impediscono la crescita del seme. Ma questo è Dio. Abbiamo sentito nella prima lettura “come la pioggia e la neve scendono giù dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca; non ritornerà a me senza effetto.
Se il terreno non fa produrre il seme, beh è un problema di Dio non del seme. Ma la forza della vita e amore che vi è in ciascuno di noi compie miracoli in noi, là dove non pensiamo o ci sembra difficile.
Nella vita quotidiana dobbiamo affrontare sfide, lotte, preoccupazioni e ostacoli a volte che sembrano insuperabili. Questo vangelo ci dice: “Io il Signore ci sono e sono in te con la forza del mio amore e della vita”. Ascolta solo, cioè concentrati sulle mie parole e sulla mia presenza nel cuore tuo cuore e nella tua coscienza intima. Ma oggi sono qui a donarti non solo la mia parola ma anche tutto me stesso, la mia vita nel dono del corpo e sangue.