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La Bibbia della domenica

la Bibbia della domenica

Accogliere l’oggi di Dio

di SERGIO ROTASPERTI

 

L’avvento è il tempo in cui noi attendiamo il Signore che viene. Questa attesa – come anche dice il prefazio di oggi – si modula su tre livelli. L’avvento è il tempo in cui ci prepariamo al ricordo della prima venuta di Gesù nella storia e nella nostra umanità a Betlemme (prima venuta); è il tempo in cui non ci prepariamo alla venuta di Gesù alla fine della storia e della nostra storia (ultima venuta); è il tempo in cui noi ci prepariamo alla venuta di Gesù nel nostro oggi e quotidiano.

Le letture di oggi sono orientate a riflettere sulla seconda venuta e la venuta di Gesù nel nostro oggi.

Il testo evangelico usa il genere letterario apocalittico. Abbiamo già avuto modo nelle scorse domeniche di comprendere meglio il significato di questo genere letterario: si tratta di interpretare i fatti e gli eventi presenti, dalla prospettiva finale, usando un linguaggio criptico, che deve essere decodificato. In questo caso si tratta della distruzione del Tempio e della devastazione di Gerusalemme nel 70 d.C.; anche la prima lettura del profeta Geremia ha come sfondo l’assedio dei Babilonesi della città di Gerusalemme e la conseguente deportazione del popolo (VI sec. A.C.).

In entrambi contesti possiamo intuire il senso di terrore, paura, insicurezza, che le persone vivevano. Quando si perde tutto e attorno a noi c’è morte e il rischio di morire, Israele fa appello a Dio e alle sue promesse: dove sono?

Tramite Geremia abbiamo la risposta di Dio: “Verranno giorni nei quali realizzerò le promesse di bene”. Esse sono un germoglio che già ora si possono vedere. È un invito, dunque a guardare il nuovo che cresce e non a quanto viene distrutto. Anche se è piccolo.

Il testo di Luca fa emergere la stessa speranza: “Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.

Luca incoraggia e stimola. Bisogna lasciarci catturare dalla speranza e non dalla paura. Dio non viene meno alle sue promesse e ci libera da ogni paura, con la visita e la presenza di Gesù.

Tuttavia il sonno, i turbamenti attuali possono annebbiare e farci smarrire questo senso di speranza e di persone libere. Ecco perché ci viene chiesto di stare svegli. Come si sta svegli? Pregando: “Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza”. Si la preghiera ci da forza per non lasciarci confondere dal buio, dalla paura, per trovare la calma interiore, per dare il giusto peso alle cose, per leggere gli avvenimenti della vita con lo sguardo di Dio. La messa domenicale è per noi maestra di preghiera. Pertanto vi invito in questo tempo a darci come priorità la preghiera

Infine il vangelo ci parla di “comparire davanti al Figlio dell’uomo”. È l’atteggiamento dello stare in piedi. Chi attende sta in piedi, non per fuggire ma per accogliere nella sua casa colui che viene, aprendo braccia e cuore.