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La Bibbia della domenica

la Bibbia della domenica

Io sono re

di SERGIO ROTASPERTI

L’ultima domenica dell’anno liturgico è dedicata alla Festa di Cristo Re. Certo, il termine “Re” ci suona un po’ straniero e stravagante, ma dobbiamo comprendere che questa festa non è molto antica. Storicamente è stata istituita dopo la prima guerra mondiale, in un momento storico in cui sono sorte molte dittature. In questo contesto la Festa di Cristo Re ha voluto dare un segno politico, che non vi sono dittature, ma Cristo è il punto di riferimento. Poi la storia la conosciamo e sappiamo che anche oggi vi sono molte dittature e il potere politico prevarica sugli interessi dei cittadini e cittadine

Il Vangelo che abbiamo ascoltato è una parte del processo che Pilato fa a Gesù. Da una aprte abbiamo un uomo oscillante, ambiguo, che pensa a difendere solo se stesso e il posto che occupa; dall’altra un prigioniero impotente nelle mani del potente di turno.

Ma nella costruzione narrativa di Giovanni la logica è invertita.

Alla domanda di Pilato: “tu sei re” Gesù non nega di esserlo, ma la questione è sulla provenienza: Il mio regno non è di quaggiù. Ma il suo essere Re è consegnare la vita fino a sopportare la croce, in una vita donata senza misura fino all’ultimo respiro.

Ora la regalità di Gesù non prescinde dalla terra e noi cristiani non viviamo in un altro pianeta. Gesù ha un potere. Il potere umano genera spesso competizione, desiderio di prevalsa, arricchimento personale, violenza e brutalità. Il potere di Gesù è legato alla verità: “per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque ascolta è dalla verità, ascolta la mia voce.

La verità di cui Gesù ci parla è che nessuno è suddito nei confronti di Dio e degli altri, ma tutti siamo figli amati dal Padre e apparteniamo, costruiamo, realizziamo propagandiamo il Regno di Dio seguendo Gesù, ascoltando la sua voce.

Nella preghiera del Padre nostro diciamo: “Venga il tuo Regno” . Implicitamente riconosciamo che Gesù è Re. Mi auguro che recitiamo ora in maniera più consapevole questa richiesta del Padre nostro. Noi preghiamo e ci battiamo perché lo stile di Dio e di Gesù si imponga nelle nostre società, dove tutti siamo uguali perché fratelli e sorelle, dove ci sia giustizia e verità, libertà e amore.

Apri i nostri occhi
perché vediamo le necessità dei fratelli,
ispiraci parole e opere per confortare gli affaticati e gli oppressi.
Fa’ che li serviamo in sincerità di cuore
sull’esempio di Cristo e secondo il suo comandamento.
La tua Chiesa sia testimonianza viva
di verità e di libertà, di giustizia e di pace,
perché tutti gli uomini si aprano a una speranza nuova
(preghiera eucaristica IV)