Ascoltatelo!Battesimo del Signore
Commento a Isaia 2,1-4.6-7 e Mt 3,13-17
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 3,13-17
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Nella liturgia della parola della festa del Battesimo del Signore vi sono due personaggi: nella prima lettura la figura misteriosa di un servo e nel vangelo Gesù di Nazareth
La prima lettura di Isaia presenta la figura di un servo eletto da Dio sul quale si posa lo spirito di Dio che ha un compito ben preciso: portare il diritto alle nazioni. Ciò significa portare salvezza e la liberazione: perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».
La modalità è la via dell’umiltà (non griderà, non farà udire la sua voce) e fare attenzioni alle persone spezzate (non spezzerà una canna incrinata) e a chi si trova alla fine o verso un percorso di oscurità (non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta)
Non sappiamo a chi si riferisca questo servo. Ancora oggi per gli esegeti è un enigma. Egli percorre un cammino di liberazione, sta vicino a chi ha il cuore spezzato e ferito e sarà un servo sofferente.
La tradizione cristiana vede in questo servo Gesù.
Il vangelo ci presenta la figura di Gesù, che si mette in fila con i peccatori. La sua storia si intreccia in maniera indissolubile con la storia di uomini e donne spezzate dalla vita, povere di cuore e materialmente, bisognose di una parola di liberazione e di gesti di guarigione.
Appare la colomba simbolo della presenza di Dio nel suo spirito e una voce che dice: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». È la conferma che Dio accompagna il cammino di Gesù, che mostrerà un amore solidale con tutti.
Durante l’anno liturgico comprenderemo meglio il cammino di Gesù, servo del Signore.
Chiediamo il dono di comprendere sempre di più il cammino di Gesù e di essere in grado nella nostra vita di battezzati di seguirlo in modo coerente, lasciandoci sempre ispirare dalle sue parole e dai suoi gesti.


