Comunità missionariaXIV Domenica Tempo Ordinario C

Commento al vangelo di Lc 10,1-20


SERGIO ROTASPERTI

La scorsa domenica abbiamo iniziato a leggere dal vangelo di Luca la lunga sezione che ha come tema il cammino di Gesù verso Gerusalemme.

Nel passo evangelico che abbiamo ascoltato oggi, Gesù organizza la missione e Luca annota anche la reazione dei discepoli al ritorno dalla loro missione.

Gesù invia  72 discepoli, a coppie di due. Gli esegeti hanno dato molte interpretazioni a questo numero. Il numero 72 (o 70 in alcuni codici) sta a indicare che la missione non è esclusiva dei 12 discepoli ma di tutta la comunità cristiana. E allo stesso tempo indica la totalità delle nazioni (In Gen 10, la mappa delle nazioni indica 70 popoli). Quindi il compito missionario è di ogni discepolo del Signore, di ogni comunità cristiana, senza confini.

Il compito missionario è annunciare che il Regno di Dio è vicino, è presente. Il Regno di Dio è una persona, Gesù, il suo stile il suo modo di essere. Il Regno di Dio è vicino, significa che Dio come una madre “allatta, porta in braccio, accarezza e consola” ogni figlio di questa terra (Is 66, 12-13).

I principali impegni del missionario sono tre. Primo, la preghiera. Ogni fecondità nello spirito nasce dalla relazione personale con Dio. Secondo, l’annuncio deve essere fatto con la pace e con coraggio, perfino in situazioni violente (agnelli in mezzo ai lupi). Il vangelo va sempre proposto, mai imposto. Terzo, vivere una vita sobria. Una chiesa spudoratamente ricca, lo vediamo con i nostri occhi, è una chiara contro testimonianza

Gesù ha fatto sempre cosi: ha pregato, ha usato sempre parole e gesti di pace, ha avuto uno stile di vita sobrio e austero.

Che dice questo vangelo a noi oggi?

Qualche giorno fa è apparso sul giornale Badische Zeitung la notizia che 30.000 cattolici lo scorso anno hanno abbandonato la chiesa cattolica nella diocesi di Freiburg. Un record e un numero impressionante, una tendenza generale nella chiesa tedesca. Le ragioni sono molte. Di fatto il cristianesimo per molti e sempre di più irrilevante.

Ognuno di noi, nel suo contesto di coppia o familiare, o di persona single, è chiamato/a a interrogarsi e a rispondere che cosa significa personalmente essere inviato da Gesù.

Io ora mi soffermo brevemente sul compito missionario come comunità cristiana, composta da voi qui presenti fisicamente e da fratelli e sorelle che partecipano con noi da casa.

Abbiamo iniziato il processo di riconoscimento ufficiale come comunità. Questo vangelo ci ricorda e interpella che noi tutti – qui presenti e chi di voi partecipa da casa – siamo una comunità missionaria. Non veniamo a messa per soddisfare solo un bisogno intimo, ma per avere la forza di sentire dentro di noi la gioia dell’amore di Dio che ci ama e ci nutre come una madre con i suoi piccoli.

La preghiera è sempre al primo posto, ma dobbiamo sviluppare uno stile di pace e accoglienza, di determinazione e aperti alla provvidenza di Dio. Siamo chiamati ad essere coerenti tra quello che diciamo e quello che facciamo.