Prendere Dio sul serioXIII domenica Tempo Ordinario C

Commento al vangelo di Lc 9,51-56


SERGIO ROTASPERTI

Abbiamo letto dal Vangelo di Luca l’inizio di una lunga sezione che si chiama “il cammino verso Gerusalemme”. È un lungo cammino non solo geografico, ma anche spirituale e teologico che ci vuole raccontare il cammino verso la croce e poi la risurrezione di Gesù.

Nel nostro piccolo testo vi sono due temi: l’atteggiamento da avere verso chi non accetta Gesù e gli atteggiamenti interiori che devono avere coloro che seguono Gesù.

Riguardo al primo tema, i discepoli davanti alla non accoglienza vorrebbero usare violenza: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Gesù rimprovera questo atteggiamento, non vuole distruggere nessuno e non usa violenza con nessuno, ma avanti per la sua strada.

Il testo prosegue con le condizioni per seguire Gesù nel suo cammino. Per stare con lui bisogna essere pronti a vivere nell’insicurezza, nel senso che il discepolo non ha un luogo sicuro, al riparo dei nemici: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”

La seconda condizione è dare a lui il primato sulla vita e sulla morte, cioè leggere tutto a partire da lui: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio”

Stare con lui, infine posporre tutto il resto a lui: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”. Elia nella prima lettura aveva permette ad Eliseo di volgere la mano all’aratro e salutare la famiglia prima di stare con lui, Gesù invece vuole indicare qualcosa di più urgente e forte.

Che vogliono dire queste letture a noi oggi?

Prima di tutto che Dio chiede di essere preso sul serio in quello che dice e fa. Gesù è stato pronto a camminare verso Gerusalemme sacrificando la sua vita sulla croce e questo solo per amore. A me chiede di non prenderlo in giro, di essere coerente nella mia fede, confidando il lui sempre e mettendolo al primo posto. Quale priorità do a lui nella mia vita personale, nei miei affetti, nelle mie relazioni familiari, di amicizia, di coppia?

Un secondo aspetto importante: non dobbiamo prendere alla lettera queste tre scene: il vangelo deve sempre essere riattualizzato e rivissuto, incarnato nella mia vita quotidiana, nelle relazioni che ho costruito e che riempiono la mia vita.

Signore, indicaci tu il sentiero della vita,
nelle situazioni gioiose o traumatiche che stiamo vivendo.
Sta vicino a noi, perché non vogliamo vacillare,
e aiutaci