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La Bibbia della domenica

la Bibbia della domenica

Due spiccioli

di SERGIO ROTASPERTI

Protagoniste delle letture di questa domeniche sono le vedove. La prima lettura ci racconta l’incontro tra il profeta Elia e la vedova di Zarepta mentre il vangelo riporta l’osservazione di Gesù sul gesto di una povera vedova che getta due spiccioli nel tesoro del tempio di Gerusalemme.

Nell’antichità e nel mondo biblico le vedove insieme agli orfani e agli stranieri erano le categorie più vulnerabili, poiché non avevano protezione, sostegno sociale ed economico. Le vedove, private del marito, vivevano in un continuo stato di bisogno con il rischio di essere vendute schiave insieme ai figli.

Esse sono proposte oggi a noi come modello di fede.

La vedova di cui parla la prima lettura è una straniera e la cosa più sorprendente è che il profeta Elia chiede la carità a una vedova. Nota importante: Elia va a Sarepta perché è Dio che glielo chiede. Ancora più sorprendente è il fatto che il racconto è ambientato in un contesto di carestia. Elia chiede non solo acqua, ma anche pane.

La reazione della vedova è piena di ammirazione: prima di tutto non rifiuta l’ospitalità  – secondo la mentalità mediorientale – . La sua vita è precaria, non ha quasi nulla e sta per morire (preparerò la farina, la mangeremo e poi moriremo) ma ha una dignità, che è la dignità dei poveri. Ma non fa questo solo per un dovere di ospitalità. Essa compie un atto di fede: è la fiducia immensa di una povera donna che si fida ciecamente delle parole di Dio proveniente dall’ospite. Essa crede nell’inverosimile.

Sulla stessa linea, il vangelo racconta il gesto di una donna vedova che colpisce Gesù. Essa offre qualcosa di insignificante e trascurabile. Ma offre quello che ha, tutto quello che ha. Per generosità o fiducia? Non sappiamo. È Gesù la indica come modello di fede.

I poveri sono i veri credenti che senza enfasi ed apparenza costruiscono una società alternativa.

Da questi testi biblici imparo che anche se ci troviamo al limite, Dio non permette che si esaurisca la farina dalla giara e che si esaurisca l’orcio dell’olio.

Imparo che vi sono tanti volti sconosciuti e feriali che sono come la vedova di Sarepta e la vedova del vangelo: donne e uomini pieni di fiducia incrollabile in Dio che sostiene e protegge; donne e uomini che anche se hanno poco o nulla hanno una dignità e ricchezza interiore, capaci di dare anche se sono nel bisogno e nella precarietà.

Penso che Gesù ci invita oggi a imparare da lui ad aprire gli occhi, ad osservare come lui ha fatto, a ragionare e guardare il bene e il cuore delle persone, a non fermarci alla superficialità (i ricchi gettano tanto la vedova poco), ad andare al cuore delle cose, ad andare oltre.

 

Signore Gesù
Donaci di guardare le persone e le cose
come tu le hai guardate,
di non arrenderci se siamo al limite
come la vedova di Sarepta ci insegna
di donare con fiducia
come tu hai indicato
nel gesto della vedova povera del Vangelo.