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La Bibbia della domenica

la Bibbia della domenica

“Sappiate che egli è vicino”

di SERGIO ROTASPERTI

Domenica 28 novembre inizierà la prima domenica di avvento, è cioè l’inizio di un nuovo anno liturgico. Per questa ragione le ultime settimane che si separano da questo nuovo inizio mettono a tema la fine della storia e il fine della nostra vita. Le letture bibliche hanno un sapore apocalittico come oggi avete sentito.

Apocalisse significa svelamento e attraverso un linguaggio simboliche si vuole leggere il presente a partire dalla fine. Non dobbiamo quindi soffermarci sul linguaggio catastrofico come non percepiamo dalla visione di film che riguardano apocalisse, ma leggere le difficoltà di oggi dalla fine, da un’altra prospettiva.

Sia la prima lettura che il vangelo hanno riferimento a fatti storici come le azioni devastatrici del tiranno e despota Antioco IV o la caduta di Gerusalemme nel 70 d.C. Questi fatti storici nella prospettiva apocalittica dicono che non tutto è la fine, ma bisogna dare il giusto peso ai drammi di oggi.

Anche oggi assistiamo a catastrofi e devastazioni. L’elenco è infinito: la conferenza sul clima di Glasgow ci dice come è in pericolo la nostra terra, sempre piu frequenti catastrofi naturali come l’alluvione in Germania l’estate scorsa, vi sono drammi sociali che rendono povere molte persone, insicurezza e instabilità politica in varie parti del mondo, ma anche drammi personali quando siamo toccati dalla malattia o dalla perdita di una persona cara. Come leggere tutto ciò dal punto di vista finale?

Gesù ci apre alla speranza: “sappiate che egli è vicino”. Gesù ci invita a rimanere saldi nella sua parola che non passa, una parola che ascoltiamo ogni domenica e che scandisce il ritmo della nostra comunità. Questo è il suo modo di essere vicino, con parole che guariscono, che offrono speranza, che ci fanno alzare e andare avanti.

Ma vi è un altro aspetto: “Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicino”

Davanti ad un linguaggio apocalittico di devastazione e distruzione cosa è una piccola pianta che germoglia? E qualcosa di insignificante. Ebbene Gesù ci invita a osservare e aprire gli occhi sulle piccole cose che germogliano, che danno vita, speranza che sono futuro. Vi invito a pensarci sopra, a dare un nome ai germogli che nascono. Certamente io vedo tanti piccoli qui da noi e questo è un segno di vita e di speranza

Io penso che il battesimo di Mariano è un segno di vita e di futuro, e con questo gesto i genitori credono che il futuro è nelle mani di Dio che è sempre vicino e nulla dobbiamo temere.