Fedeltà di Dio e nostre infedeltàPrima domenica di quaresima C
Omelia di p. Fabiano della prima domenica di quaresima C
Cari fratelli e sorelle,
In questa prima domenica di Quaresima, il Vangelo ci presenta la scena delle tentazioni di Gesù nel deserto. Un episodio che, sebbene descritto con uno scenario di intensa lotta, è anche una catechesi profonda sulle scelte che facciamo nella nostra vita, sulla fedeltà al piano di Dio e sulle sfide che tutti affrontiamo di fronte al male. Questo momento di tentazione non è solo un ricordo di qualcosa che è accaduto a Gesù, ma un invito a riflettere sulle nostre stesse tentazioni e scelte. La Quaresima è un tempo privilegiato per riflettere sulla nostra vita, sui nostri valori, le nostre priorità e, soprattutto, sul cammino che Dio ci invita a seguire. Durante questi 40 giorni, siamo chiamati a approfondire la nostra relazione con Dio, a riscoprire la nostra identità di figli amati dal Padre e a rinnovare la nostra disposizione a seguire il Suo progetto.
Il Vangelo di oggi ci presenta un Gesù che, dopo essere stato battezzato e aver ricevuto lo Spirito Santo, si ritira nel deserto. Gesù non è solo in un luogo geograficamente lontano; è in un luogo di prova, di decisione, un luogo che simboleggia la scelta fondamentale tra vivere secondo il piano di Dio o cedere alle tentazioni dell’egoismo e del potere. Il deserto, per gli ebrei, era il luogo di purificazione e anche di lotta interiore, e Gesù, guidato dallo Spirito Santo, affronta le tentazioni in modo esemplare, affinché possiamo imparare da Lui. La prima tentazione che Gesù affronta è quella del pane, la tentazione di cedere al bisogno immediato, al comfort materiale. Il tentatore gli dice: “Se sei Figlio di Dio, ordina a questa pietra che diventi pane” (Lc 4,3). Qui non si tratta solo di fame fisica, ma della tentazione di mettere le necessità materiali al centro della vita. Gesù risponde con le parole del Deuteronomio: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Lc 4,4). Ci insegna che la vera soddisfazione viene da Dio e che non dobbiamo permettere che le preoccupazioni per i beni materiali dominino la nostra vita. La tentazione dei beni materiali è qualcosa che tutti conosciamo bene, in un mondo che ci spinge ad accumulare, a vivere per il consumo e il comfort. Tuttavia, Gesù ci invita a capire che il nostro vero nutrimento è la Parola di Dio, che ci dà vita e senso.
La seconda tentazione è quella del potere. Il tentatore offre a Gesù tutti i regni della terra, dicendo: “Ti darò tutto questo potere e la gloria di essi, perché a me sono stati dati” (Lc 4,6). Qui, Gesù è sfidato ad abbracciare un potere che corrompe, che sottomette gli altri e che mette l’essere umano al centro di tutto. Tuttavia, Gesù, citando ancora una volta il Deuteronomio, afferma che “solo Dio adorerai e a Lui renderai culto” (Lc 4,8). Il potere, come ci mostra la storia, spesso corrompe e ci allontana da Dio. Gesù ci insegna che il vero potere è il servizio umile, non il dominio sugli altri. Il potere di Dio è diverso: ci invita ad amare e servire, non a dominare.
La terza tentazione è quella dell’esibizione, la tentazione di usare la relazione con Dio per ottenere riconoscimento. Il tentatore dice a Gesù: “Se sei Figlio di Dio, gettati giù da qui, perché sta scritto che Dio darà ordine ai suoi angeli di proteggerti” (Lc 4,9-10). Questa tentazione è pericolosa perché ci porta a usare la nostra fede e la nostra relazione con Dio per vantaggi personali, per fama, per essere riconosciuti e ammirati dagli altri. Gesù, ancora una volta, risponde con la Scrittura: “Non tenterai il Signore tuo Dio” (Lc 4,12). La vera fede non è uno spettacolo per gli altri, ma una vita autentica di fiducia e obbedienza a Dio. La tentazione di cercare applausi e riconoscimento è una delle più sottili, ma anche una delle più presenti nella nostra società.
Gesù, quindi, ci mostra la strada da seguire: non ha ceduto alle tentazioni di consumare, dominare o esibirsi. Ha scelto la via della fedeltà al Padre, la via della semplicità, del servizio e dell’umiltà. In ciascuna delle tentazioni, Gesù si rivolge alla Parola di Dio, alla verità rivelata, e ci insegna che è attraverso la Parola che siamo capaci di discernere ciò che è buono e giusto. In questo tempo di Quaresima, siamo invitati a riflettere sulle nostre stesse tentazioni. Quali sono le tentazioni che ci allontanano dal cammino di Dio? Quali sono le cose che, spesso, mettiamo sopra la volontà di Dio? Sono i beni materiali? Il potere e la vanità? Il desiderio di riconoscimento? In un mondo che ci offre tante alternative, è facile perdere il focus e lasciarsi trascinare in strade che non conducono alla vera vita.
Ma l’esempio di Gesù ci mostra che, con l’aiuto dello Spirito Santo, possiamo vincere queste tentazioni. Possiamo, come Lui, scegliere la volontà del Padre invece di seguire le scorciatoie facili che ci allontanano dal Suo Regno. Che questo tempo di Quaresima sia un momento di conversione, di riallineamento delle nostre scelte, affinché possiamo vivere con maggiore autenticità la nostra fede e diventare veri discepoli del Signore.
Che Dio ci benedica e ci guidi nel nostro cammino quaresimale, rafforzandoci per dire “no” alle tentazioni e “sì” al Suo piano di amore e salvezza. Amen.


