Follower o discepolo?II domenica del tempo ordinario A
Commento alle letture della terza domenica del tempo ordinaio A
Siamo abituati a pensare che per ottenere qualcosa dobbiamo muoverci noi: scegliere l’università, cercare il lavoro giusto, selezionare chi seguire sui social, le compagnie etc. Nel mondo antico era uguale: i discepoli sceglievano il Maestro più prestigioso.
Il Vangelo di oggi rompe questo schema. Gesù non apre una candidatura, ma è lui stesso che va a cercare i suoi discepoli. Lui cammina sulla riva e vede Pietro, Giacomo, Giovanni etc mentre erano immerso nelle loro cose, nel loro lavoro e routine quotidiana.
La fede non è uno sforzo per trovare un Dio nascosto, ma accorgersi che Gesù ti ha già “cercato”. La luce di cui parla Isaia nella prima lettura non è un faro lontano, ma qualcuno che entra nella tua zona d’ombra per dirti: “Ho bisogno di te proprio così come sei”.
Followero Discepolo?
Spesso viviamo con la testa bassa sulle nostre “reti”: siamo talmente concentrati sui noi stessi, sultask da finire, l’ansia di non essere abbastanza, lo schermo dello smartphone che non ci accorgiamo che Dio sta “bussando” alla porta della nostra vita reale.
Attenzione: seguire Gesù non è mettere un “like” a una dottrina o studiare un manuale di istruzioni e nemmeno fare volontariato e fare qualcosa di buona come venire qui a messa. È una relazione. È la stessa enorme differenza che c’è tra leggere una recensione di un ristorante e sedersi a tavola con gli amici. Gesù non ti offre un corso online sulla felicità, ti offre di stare con Lui nella vita vera-
Non cambiare vita, cambia il modo di viverla
Molti pensano che seguire Dio significhi diventare “noiosi” o rinunciare ai propri sogni. Ma Gesù non dice a Pietro e Andrea di smettere di essere pescatori; dice che li renderà “pescatori di uomini”.• Lui non cancella chi sei: non stravolge la tua personalità o il tuo talento.
• Lui potenzia chi sei: prende quello che sai fare e gli dà un orizzonte più grande.
Il messaggio per noi oggi è semplice: Smetti di riparare reti che non servono a nulla. Gesù passa tra questi banchi e nella nostra quotidianità. Non ti chiede di essere perfetto o di avere tutte le risposte in tasca. Ti chiede solo di fidarti del fatto che la tua vita, con le sue fatiche e le sue bellezze, è già illuminata dalla sua presenza


