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II Domenica di Avvento - A

Incontri che trasformano

di SERGIO ROTASPERTI

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
 Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
 Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. (Lc 1,26-38)

Questo celebre testo è stato così tanto e a lungo commentato che basta fare una ricerca in internet per rendersi conto delle miriadi sfaccettature attraverso il quale esso può essere letto. Esso ci racconta qualcosa su Dio, su Maria e su noi stessi.

In primo luogo il racconto non parla di apparizione. L’angelo Gabriele non appare a Maria, ma “entra” a casa sua. Come a dire, l’incontro di Dio con le sue creature non avviene in eventi straordinari, ma nella ferialità dei giorni.

L’Antico Testamento conosce altre racconti di incontri tra l’Angelo e una donna. Ad esempio, Agar viene incontrata dall’Angelo nel deserto (Gen 16). Quindi, agli occhi dell’occhi dell’evangelista Luca, non abbiamo a che fare con una assoluta novità,  perché l’irrompere di Dio nella vita di donne e uomini è sempre dettato dalla cura e amore per ogni creatura. Dio entra nella storia di Maria e la prima parola è un annuncio di gioia (“Rallegrati Maria”). Come dire, Dio entra nella nostra storia portando e provocando percorsi di gioia.

Maria è una donna che non ha paura di esprimere le sue inquietudini, anche se viene rassicurata e trasformata (“piena di grazia”) dalla Presenza di Dio. Non dubita della presenza di Dio, ma chiede spiegazioni, cerca di comprendere in profondità e verità quanto sta succedendo nella sua esistenza. Come dire, l’incontro con Dio è sempre un dialogo aperto. Dio non prende possesso della nostra casa, ma entra nella nostra vita con discrezione e amore. A noi la totale libertà di interagire con lui.

Maria percepisce se stessa piccola e inadeguta (“serva”) e tuttavia risponde con pronta e piena disponibilità all’irruzione di Dio nella sua vita. Come dire, la mia storia è il luogo dove Dio mi incontra e mi trasforma. A me la totale libertà di lasciarmi incontrare.