Comunità Italiana Freiburg |

Psiche

La morte e il morire

La morte non esiste

di ELENA THORNE*

Mi piace introdurre questo tema con la “lettera della felicità” di Epicuro

Abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza.

L’esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l’inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell’immortalità.

Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c’è da temere nel non vivere più. Perciò sciocco chi sostiene d’aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l’affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire.

La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla né peR  i vivi né per i morti.

Per i vivi non c’è, i morti non sono più.

Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce.

Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c’è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è la meditazione di una vita bella e di una bella morte.

La morte costituisce l’ultimo tabù e, quasi certamente, il più clamoroso equivoco della storia umana: un tragico errore di fondo in quanto dovrebbe essere considerata una benefica opportunità evolutiva. Perché dovremmo essere noi i mediatori di questa idea e dovremmo farla nostra. Non è facile fare questo percorso occorre attenzione e forse cambiare la nostra filosofia di vita. Ecco alcune spunti di riflessione.

Non c’è mistero nella morte, ma una semplice esperienza di conoscenza.

Diceva il grande Russel: ogni giorno così tante cellule muoiono dentro di noi e così tante cellule nascono. La nascita e la morte giocano continuamente nel cielo eterno della vita Per quale ragione continuamente ci nascondiamo dietro la parola MISTERO quando parliamo della nascita e morte? Non ci sono misteri, ma colpevole ignoranza sono solo un sistematico rifiuto della conoscenza di noi stessi.

La malattia non è che l’inizio della morte e per questo genera paura. Diretta conseguenza di questo modo incongruo di vivere è che la paura di morire blocca la gioia della vita. Come dice Rosciano : se non si vive nella gioia non si morirà mai in pace.   La morte non è l’opposto della vita è solo una fase della vita, la vita continua a fluire senza sosta.

Socrate dice chiaramente che la morte è solo una separazione dell’anima dal corpo .Il corpo è il maggior ostacolo alla conoscenza della verità e assicura che lui si è preparato a dare alla morte il benvenuto come il cigno in vicinanza della morte canta il suo miglior canto. Anche Pitagora conosceva la natura della nascita e morte come un fluire di causa ed effetto. Leonardo da Vinci diceva: “proprio come un giorno ben speso ci porta un sonno felice, così una vita ben spesa ci porta una morte felice.”

La morte si annulla conoscendola, quindi dovrà essere conosciuta, incontrata, vissuta, dovrà diventare qualcosa di famigliare.  MORTE e NASCITA   sono semplici stazioni di cambio dove si abbandonano i carri vecchi per prenderne di nuovi e freschi. Ma entrambe le azioni accadono in uno stato inconscio.

Perché dico che la morte non esiste, perché è una invenzione umana per definire un passaggio da una dimensione all’altra, quindi anche l’ultimo momento è un momento di vita. Chi ha esperienza spirituale niente termina, un numero enorme di mistici ci hanno rimandato esperienze di altre dimensioni.

La vita non termina con la morte clinica. La persona va via VIVA come viva è arrivata

Vorrei lasciarvi con questa riflessione: non vi siete mai domandati: ma IO prima di nascere dove ero?

*L’autrice ha lavorato molti anni presso il comune di Londra, in tutti i settori del servizio sociale inglese, presso South London Hospital for women, Saint James’ hospital e Trinity hospice. Ha una conoscenza diretta di Cecil Sounder, fondatrice del “Saint Cristopher” primo hospice al mondo. Rientrata in Italia ha lavorato in diverse strutture socio-sanitarie e come consulente presso Hospice, le strutture per malati terminali. Ha lavorato nel campo del volontariato internazionale.