Comunità Italiana Freiburg |

La Bibbia della domenica

IV domenica di Avvento C

La visita di Dio

di SERGIO ROTASPERTI


Nella prima lettura abbiamo ascoltato un annuncio del profeta Michea, che lo stesso Matteo utilizzerà nel raccontare la nascita di Gesù.

È un testo che apre una porta alla speranza. Se nei capitoli precedenti si parla di sofferenza e castigo, qui all’improvviso vi è una incredibile trasformazione: spuntano segni di un futuro migliore, di una pace universale.

Dio viene a visitarci e la visita di Dio ha il volto di un re messianico nell’umile Betlemme, patria del Re Davide, il più piccolo dei suoi fratelli. Dio fa visita nei piccoli e fra i piccoli, non tanto e non solo in senso anagrafico, ma più ancora in senso spirituale, interiore.

Il tema della visita è presenta anche nel Vangelo, con l’incontro di due madri: Maria ed Elisabetta.

Luca non ci racconta il motivo della visita, nemmeno quanto il viaggio è durato e quali difficoltà sono sopraggiunte. Nemmeno si dice che forse Maria voleva aiutare l’anziana cugina. Su questi aspetti la fantasia si è molto sviluppata.

Ciò che accomuna le due donne è: la visita dell’angelo, l’annuncio per entrambi della nascita straordinaria di un figlio con una missione specifica.

Entrambe si sono lasciate toccare dall’impercettibile presenza di Dio negli angeli. Entrambe hanno risposto si, entrambe hanno aderito a Dio e a disegno su di loro.

La visita di Maria è il frutto della consapevolezza di essere stati visitati da Dio. Naturalmente vi è in Luca anche lo spessore teologico che mostra la visita permanente di Dio nella storia degli uomini e delle donne di ogni tempo.

Vorrei invitarvi a soffermarvi sul tema della visita.

  • Abbiamo avuto modo di approfondire durante la lectio divina la presenza degli angeli, cioè la visita di Dio nella nostra vita in tanti modi, sotto diverse forme, nelle più variegate occasioni. Sono consapevole che Dio mi ha visitato e mi visita? So riconoscere i segni della sua venuta? Provate a fermarvi e pensarci sopra, nel silenzio. Qual è la mia Betlemme dove percepisco la visita di Dio?
  • Maria va in “fretta” dalla cugina Elisabetta: Questo avverbio non è un’annotazione temporale, ma bensì un atteggiamento interiore, un atteggiamento di gioia, gratitudine, riconoscenza, amore. Nei prossimi giorni visiteremo e o telefoneremo ai nostri parenti, amici, persone vicine e lontane. Con quale spirito, con quale atteggiamento incontriamo le persone? Chi sono le persone che hanno più bisogno della mia visita?