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I domenica di quaresima - A

Momenti difficili

di SERGIO ROTASPERTI

(Mt 4,1-11) I 1Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2 Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3 Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane”. 4 Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo,ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio“. 5 Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6 e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra“. 7 Gesù gli rispose: “Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo“. 8 Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9 e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”. 10 Allora Gesù gli rispose: “Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto“. 11 Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Il brano delle tentazioni è presente in tutti e tre i vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca). La particolarità in Matteo è che esse sono la diretta messa in discussione di quanto precede e al contempo una preparazione a ciò che segue.

Il brano che precede le tentazioni è il battesimo di Gesù, il quale alla fine si conclude con questa affermazione: “Ed ecco una voce dal cielo che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento” (3,17).

Ed è proprio sulla messa in discussione dell’essere “figlio di Dio” che è tentato Gesù dal diavolo. Nel deserto ci si sente piccoli e fragili, è un ambiente ostile e ciò simboleggia i momenti in cui anche Gesù stesso ha vissuto il deserto interiore dove, nel proprio intimo e solo con se stesso, ha esperimentato la prova, la divisione (diavolo significa: dividere, distogliere) e le messa in discussione della sua identità e missione. Per questo, le tentazioni non sono altro che una prova permanente nella vita di Gesù, racchiusa simbolicamente in questo episodio. Basti pensare alla sua preghiera nel Getsemani, al suo desiderio intimo di evitare la sofferenza e, pur tuttavia, non ha chiesto miracoli ma ha accolto il cammino incomprensibile della croce: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà» (Mt 26,42)

Le tre tentazioni hanno tre intenzioni. La prima afferma che la parola di Dio è il fondamento di ogni vita. Dove il Tentatore vede solo un ambito materiale, Gesù intravede le infinite possibilità di Dio.

La seconda tentazione ha come tema la fiducia e il miracolo. Il Tentatore chiede a Gesù come figlio di Dio di non avere paura, di credere alle promesse di Dio (Ps 91). Gesù rifiuta di forzare e piegare la Parola di Dio a se stesso. Il vero miracolo è l’amore. E lui vuole crescere nella fiducia in Dio, senza ricorrere a miracoli.

La terza prova è la gloria, la voglia di potere e l’adorazione che proviene dagli altri. Gesù rimane fedele e obbediente a Dio. Gesù desidera essere obbediente e fedele. Per questo dicendo al tentatore “Va via”, non fa altro che affermare il rifiuto di ogni forma di potere sugli altri o successo personale. La sua via, lo vedremo è la croce.

Il testo ci presenta tre tentazioni, le quali in realtà concernono solo una: la relazione con Dio. Essere Figlio di Dio significa fino in fondo rimanere uomo fragile, mettendosi sempre in discussione, in un intimo colloquio e confronto con Dio.

Mi riconoscono nelle tre prove di Gesù? E come reagisco e agisco per rafforzare la mia relazione con Dio?