Oggi si è compiuta questa ScritturaIII domenica tempo ordinario C

Commento al libro di Neemia (8,2-10) e al vangelo di Luca (4,14-21)


SERGIO ROTASPERTI

 

Il testo della prima lettura dal libro di Neemia è la descrizione di una liturgia della Parola, secondo la prassi sinagogale. Siamo nel VI-V secolo e la comunità giudaica di ritorno dall’esilio babilonese sotto la guida del sacerdote e scriba Esdra ricostruiscono il tempio di Gerusalemme e le sue mura. Vi è la convocazione dell’assemblea, i partecipanti si preparano all’ascolto, vi è la proclamazione della parola di Dio e una spiegazione orientata a cambiare il cuore. Notate che noi abbiamo ereditato nella messa questa parte della liturgia sinagogale.
Il Vangelo ci porta nella sinagoga di Nazareth. Anche qui come ogni sabato avviene la liturgia sinagogale e Gesù come ogni ebreo maschio vi partecipa. Luca descrive minuziosamente i gesti di Gesù: arriva a Nazareth, entra nella sinagoga, si alza a leggere, apre il rotolo di Isaia, lo arrotola, lo consegna, si siede e spiega.
Gesù nella spiegazione non fa riferimento a sé stesso. No si pensiamo a lui come Messia. Non commenta il testo, ma dice solennemente: “Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato” (4,21).
Conosciamo l’importanza di questo avverbio (oggi) in luca. Ad esempio: l’annuncio dell’angelo ai pastori (2,11); e parole di Gesù da Zaccheo – Oggi la salvezza è entrata in questa casa – (19,9)o le parole di Gesù a ladrone sulla croce (23,43) momento della nascita e sulla croce. Non è quindi solo un’annotazione temporale: ha uno spessore teologico e ci vuole dire che Dio è l’oggi permanente e non ha orologio né calendario per incontrare le persone; non fissa appuntamenti sul calendario. È qui ed ora che mi incontra, ci incontra. È qui ed ora che mi dona la sua presenza e la sua parola come spirito e vita.
A noi è chiesta la conversione permanente al vangelo e la disponibilità di cuore e di atteggiamento per accogliere l’oggi di Dio.
Questa domenica è chiamata la “domenica della Parola”, per aiutarci a mettere la centro la Parola. Gesù è stato impregnato della Parola, divenendo lui stesso Parola. Mi domando: la Sacra Scrittura è davvero al centro della nostra vita? Quando conosciamo della Bibbia? La leggiamo? Cerchiamo di capirla insieme? Penso sia un punto fragile e debole della nostra comunità. Mi auguro che cresca il vostro interesse.
Termino con le parola ei sant’Ambrogio: “Quando l’uomo comincia a leggere le Divine Scritture, Dio torna a passeggiare con lui nel Paradiso Terrestre”.
Questo avviene ogni domenica, oggi e qui.