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Bibbiablog

V domenica del Tempo ordinario C

Prendere il largo

di SERGIO ROTASPERTI

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. 
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.. (Lc 5,1-10)

L’evangelista Luca racconta la vocazione di Pietro e dei primi discepoli, con l’obiettivo di riflettere su alcuni elementi essenziali del gruppo che dovrà seguire Gesù. L’angolatura che prendiamo è quella di Pietro. Gesù sale sulla barca che è di proprietà di Pietro e chiede di mettersi in una posizione comoda per poter insegnare. E Pietro acconsente. Pietro ha lavorato tutta la notte con una pesca fallimentare, una notte di lavoro persa. E Pietro conosce molto bene il suo lavoro. Ma conosciamo il seguito: Gesù chiede di prendere il largo, cioè di portare la barca verso il mezzo, dove l’acqua è più profonda.  Gesù fa la richiesta di giorno, quando è improbabile ottenere un risultato redditizio. Lo sanno bene i pescatori e tanto più Pietro… Questa richiesta ha anche un valore simbolico: Pietro deve andare verso l´abisso del suo fallimento e li riconoscerà chi è il Maestro. Gesù chiede a Pietro il coraggio di andare verso l’abisso, l’insensato, l’insperato.

Pietro è consapevole de l suo insuccesso notturno – come tanti altri avuto nella vita professionale – e pur prevedendo un nuovo insucesso diurno risponde a Gesù cosi: “ma sulla tua Parola getterò le reti (ἐπὶ δὲ τῷ ῥήματί σου χαλάσω τὰ δίκτυα)”.  Qui sta la chiave di lettura di tutta la vita di Pietro presente e futura, la sua forza e la sua futura debolezza. In quel “ma” risiede tutta la fiducia e la capacità di Pietro di andare oltre se stesso e le sue difficoltà. Si appoggia fiducioso sulla parola di Gesù, semplicemente si fida e si affida.

Ma sappiamo anche che non sarà sempre così. Di nuovo lo vedremo impegnato a pescare sul lago di Galilea dopo i giorni della passione e morte di Gesù, ritornando al suo lavoro iniziale, mettendo una pietra sui tre anni trascorsi con Gesù. Anche quella notte non prenderà nulla (cf. Gv 21). E di nuovo Gesù risorto e la sua parola daranno nuova vita e futuro a Pietro e ai discepoli. Ma anche a noi.

Non esiste abisso nella vita di ciascuno di noi che non sia stato percorso da Gesù e trasformato in vita. A noi tocca solo far salire Gesù sulla nostra barca quotidiana e fidarci di Lui e della sua Parola, accogliendolo come nostro Maestro e punto di riferimento. E con lui affrontiamo ogni paura e avversità della vita, fiduciosi che lui compirà azioni miracolose insperate in noi e per gli altri.