Comunità Italiana Freiburg |

Agorà

Superare le crisi

Raggiungere le stelle

di AUGUSTO FUMAGALLI

Quando la sera o la notte alziamo gli occhi verso il cielo, la normale attesa di ciascuno è quella di vedere le stelle: quei piccoli corpi, almeno per noi che li osserviamo da lontano, che illuminano la volta celeste. Se però in cielo vi sono le nubi non ci è possibile vederle, e ne sperimentiamo così la mancanza: questa è la situazione che viene espressa dalla parola “de-siderium”, dove il “de” indica l’assenza di stelle. Il desiderio si configura allora come la ricerca di ciò di cui si sperimenta la mancanza; sorge spontanea una domanda: ci permettiamo ancora il gusto della mancanza? E più radicalmente: di cosa sentiamo la mancanza nella nostra vita?

Convivere con il vuoto e la notte

Molte volte purtroppo siamo così spaventati dall’ammettere di esser bisognosi di qualcosa, ma anche solo di sentire la mancanza di qualcosa, che subito troviamo il modo per colmare questo vuoto. C’è una sorta di horror vacui che la fa da padrone e che ci porta ad ammassare cose su cose, per zittire il nostro bisogno. Una frase, incisa nel monastero di Subiaco, recita: le stelle brillano di più, quanto più fonda è la notte (non nisi ab obscura sidera nocte micant ). La sapienza di questi monaci ci suggerisce che, se vogliamo davvero veder splendere le stelle, dobbiamo avere il coraggio di lasciarci avvolgere dalla notte, dobbiamo saper affrontare il buio: solo nel momento in ci siamo messi alle strette, quando non diamo nulla per scontato, allora scopriamo che cosa davvero ci è necessario. Se per paura riempiamo ogni nostro vuoto con tutto quel che ci capita attorno, non faremo altro che scavare un solco sempre più profondo e un bisogno sempre più incolmabile; è necessario saper convivere con il vuoto che ciascuno porta con sé, toccarlo fino in fondo anche se doloroso, perché solo così possiamo scoprire che cosa davvero ha valore, che cosa davvero può placare la nostra sete. L’assenza non deve intimorire il cuore, ma rinvigorire l’attesa.

Desiderio di contare per qualcuno

Una volta accolto il silenzio e la notte, possiamo pensare seconda domanda, che richiede un passo ulteriore: di cosa sentiamo la mancanza? O meglio: qual è il nostro desiderio più profondo?

Ogni uomo prima di nascere trascorre diverse settimane dentro il corpo di un’altra persona, la propria madre, e dentro queste “mura” si sente protetto, difeso, custodito. Non a caso la prima cosa che il neonato fa, venendo alla luce, è piangere, e ci si preoccuperebbe se non lo facesse! Piange e strilla, forse proprio perché si sente gettato dentro un mondo di cui ha paura, si sente privato di quella roccaforte che è il grembo della madre ed esposto alla vita, in cui sarà chiamato a relazionarsi con molte e varie persone. Credo che ogni desiderio nasca da questa esperienza, dalla paura della mancanza della sicurezza di un affetto, una casa accogliente e sicura. Dietro ad ogni paura, ad ogni desiderio se ne nasconde uno solo: il desiderio di contare per qualcuno, di esser amati per quello che siamo, di un legame indistruttibile che ci custodisca, che ci ami e non ci usi; di trovare quella persona che sarà sempre al mio fianco, ed io al suo, con cui insieme ricostruire la sicurezza del ventre materno che entrambi abbiamo lasciato nascendo; il desiderio di un “per sempre”.

Solo l´amore fa luce sulla notte

È necessario imparare ad investirsi reciprocamente, a mettersi in gioco l’un per l’altro rinunciando un po’ a se stessi, decentrandosi per lasciare spazio all’altro. Devo uscire dalle mura insicure di casa mia, se voglio vedere le stelle brillare, ed è uscendo di casa che incontro l’altro: un cuore leggero, non appesantito da se stesso e dal proprio egocentrismo, saprà riconoscere che l’altro è la stella polare che mi è donata per navigare nella notte. E per citare Dante, è lasciando l’inferno che molte volte siamo per noi stessi (non l’altro come direbbe Sartre, ma io, con i miei timori, le mie aspettative sono un inferno per me stesso) che usciamo a riveder le stelle. Solo un cuore leggero e libero sa volare fino a raggiungere le stelle.