Rendere ragione della speranza che è in noiVI Domenica di Pasqua A

Un invito a lasciarsi rinnovare dallo Spirito Santo per trasformare la fede in entusiasmo e coerenza, testimoniando la gioia del Vangelo con dolcezza e rispetto anche nelle prove della vita.


TARCISIO FELDHAUS

La liturgia di questa sesta domenica di Pasqua ci invita a contemplare una Chiesa viva, animata dallo Spirito Santo e chiamata a testimoniare con gioia la fede in Gesù.

Nella prima lettura, dagli Atti degli Apostoli, ((At 8,5-8.14-17) vediamo Filippo che porta la Buona Notizia in Samaria. La gente ascolta, accoglie, si lascia toccare dai segni e dai miracoli. Ma non basta: Pietro e Giovanni vengono inviati e, pregando e imponendo le mani, comunicano lo Spirito Santo. Così quella comunità diventa pienamente viva, colma di gioia e rafforzata nella fede: Gesù è davvero il Figlio di Dio, il Salvatore.

Anche noi siamo chiamati a lasciarci rinnovare dallo Spirito, perché la nostra fede non sia solo parola, ma vita, entusiasmo, testimonianza.

Nella seconda lettura (1Pt 3,15-18), san Pietro ci esorta con forza e delicatezza: dobbiamo essere sempre pronti a rispondere a chi ci domanda ragione della speranza che è in noi. Non con durezza, non con arroganza, ma con dolcezza e rispetto. La fede si trasmette così: con una vita coerente, capace di suscitare domande negli altri. E quando arriva la sofferenza, Pietro ci ricorda: è meglio soffrire facendo il bene che facendo il male. La testimonianza cristiana passa anche attraverso la croce, ma sempre illuminata dall’amore.

Nel Vangelo di Giovanni (Gv 14,15-21), Gesù si trova nel momento del congedo. Sa che sta per lasciare i discepoli e li consola: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. L’amore per Gesù non è solo sentimento, ma scelta concreta di vita. Gesù soprattutto promette: “Non vi lascerò orfani”. Chiederà al Padre di mandare un altro Paraclito, lo Spirito della verità, che rimarrà per sempre con loro.

Questa promessa è anche per noi. Lo Spirito Santo ci aiuta a comprendere le parole di Gesù, ci sostiene nelle difficoltà, ci rende capaci di amare come Lui ha amato.

Oggi, celebrando anche la Festa della Mamma, non possiamo non riconoscere nelle nostre madri un riflesso concreto di questo amore. Le mamme sono segno vivo della tenerezza, della dedizione e della fedeltà di Dio. Con il loro amore ci insegnano a donarci, a sperare, a perseverare. Come ci ricorda la Scrittura, Dio ama il suo popolo con la tenerezza di una madre.

Affidiamo oggi tutte le mamme al Signore: quelle presenti tra noi, quelle che sono già nella sua pace, e quelle che soffrono per i loro figli. Che lo Spirito Santo le sostenga e renda anche noi capaci di amare con cuore grande, sul loro esempio.

Amen.