Tornare dal MaestroXXVIII domenica Tempo ordinario C

Commento al vangelo di Lc 17,11-19


SERGIO ROTASPERTI

La prima lettura di oggi (2 Re 5,14-17) e il Vangelo (Lc 17,11-19) hanno in comune il racconto della guarigione dalla lebbra.  “L’antica legislazione era crudele con i lebbrosi. Essi erano considerati impuri e maledetti a causa di peccati molto gravi. Per questa ragione abitavano fuori dalle mura, ed erano esclusi dalla vita religiosa e sociale. Se uno guariva dalla lebbra doveva presentarsi dal sacerdote per ottenere la certificazione della guarigione.

Il racconto dei lebbrosi ci porta davanti ad una storia non solo di malattia ma di marginalità.

Nell’episodio dei 10 lebbrosi tutti sono sanati, mentre sono sulla via per presentarsi al sacerdote. Il racconto non si ferma qui, ma continua con il tema della gratitudine che proviene da un samaritano guarito, cioè un pagano e ulteriormente escluso.

Il Samaritano loda Dio e si prostra a faccia a terra. Questo non è solo una forma di rispetto, ma il riconoscere che la potenza del Maestro proviene da Dio.

Gesù presenta questo lebbroso come un modello. Tutti hanno sperimentato la forza del miracolo ma solo uno è andato oltre e riconosce in Gesù la venuta del Regno di Dio, la sua presenza in mezzo a noi.

Tutti sono stati guariti, ma uno solo è ritornato da Gesù ed è entrato in una relazione personale con lui.

La fiducia di questa persona esclusa dalla società, dai divieti della legge religiosa agli occhi di Gesù è anche la sua salvezza. La fede di questa persona lo fa rendere parte dei salvati, cioè delle persone che sono integrate a pieno titolo nella relazione con Dio.

Dove ci troviamo noi in questa vicenda? Siamo più come il samaritano che torna indietro con gratitudine o gli altri 9?

Noi celebriamo oggi, come ogni domenica l’Eucaristia. Essa è una parola greca che significa gratitudine. Ogni domenica viviamo l’atteggiamento del samaritano e siamo qui a dire grazie per la presenza e potenza di Dio in noi. Chiediamo che tanti molti battezzati, riscoprano l’importanza di questo appuntamento domenicale ai piedi di Gesù, nostro Maestro.