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XIII domenica del tempo ordinario A

Un bicchiere di acqua fresca

di SERGIO ROTASPERTI

(Mt 10,37-42) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.
E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”.

Il testo difficile che abbiamo ascoltato è la conclusione del lungo discorso che Gesù fa ai suoi discepoli sull’invio in missione. Dopo aver chiamato per nome gli apostoli aveva dato loro il mandato di andare in missione, incoraggiandoli davanti alle persecuzioni esterne, ostilità interne, paure. La scorsa domenica l’invito di Gesù era: Non abbiate paura, perché non c’è nulla, proprio nulla che non sia sotto la protezione di Dio.

Continuando e terminando il discorso, Gesù ora affronta le ostilità e le spaccature che provengono all’interno della famiglia. Gesù non sta dicendo di non amare i genitori. Anche perché più avanti nel cap. 19 al giovane ricco che voleva avere la vita eterna, Gesù risponde indicando la via: “Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti: “Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt 19,19).

Vi sono tuttavia situazioni – è questo era il caso della comunità primitiva alla quale scrive Matteo – in cui la fede in Gesù fu motivo di conflitto e spaccatura dentro il clan familiare. Sappiamo come nelle culture antiche il clan aveva un enorme potere decisionale sul singolo. In questo contesto, Gesù chiede di relativizzare e superare i rapporti familiari, se si tratta di entrare in conflitto con l’appartenenza a lui. Esistono legami molto più importanti e non legati al sangue. Questi legami ci fanno essere famiglia di Gesù.

Noi oggi non ci troviamo nelle condizioni sociali della comunità di Matteo. Non viviamo un conflitto intra familiare a motivo della fede in Gesù. Molto più facile che dentro le famiglie oggi vi sia distaccamento da Gesù, percorsi di fede diversi e alternativi che non condividiamo, scetticismo sulla fede, o percorsi di allontanamento dalla fede. Che fare? La parola chiave è l’accoglienza. Sempre. Questo significa “dare da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca”. Ciò bastano semplici gesti di attenzione, di vita, di amore, di accoglienza. I piccoli di cui parla il vangelo non sono i bambini, ma le persone semplici, più deboli nella fede. Gesù chiede questo. Questo è evangelizzare ed essere missionari.

Scriveva Madre Teresa di Calcutta: “dare da bere agli assetati significa dare non solo l’acqua, ma anche conoscenza, verità, giustizia, pace, amore e gioia”. Questo dobbiamo sempre favorire in famiglia e nel nostro ambiente.

L’accoglienza è il modo di essere comunità: “chi accoglie voi, accoglie me”. Non è una pia esortazione, ma un tratto distintivo dell’essere cristiani. Noi siamo una famiglia spirituale, la famiglia di Gesù e la parola accoglienza è sempre stata una nostra caratteristica. Questa parola di Gesù ci incoraggia su questa strada.

Permettetimi di fare riferimento all’assemblea che abbiamo fatto insieme mercoledi scorso riflettendo su questi mesi e su alcuni punti critici. Ne sottolineo uno. La messa che noi facciamo in streaming è un segno di accoglienza, ci sentiamo una famiglia spirituale allargata. La nostra messa è un bicchiere d’acqua fresca che doniamo a chi ci ascolta e partecipa con noi. È un bella occasione per testimoniare la nostra fede come singoli, famiglie e comunità. E soprattutto essere qui insieme riceviamo gli uni gli altri nelle forme più impensate, il bicchiere di acqua fresca di cui ciascuno di noi ha bisogno.