Comunità Italiana Freiburg |

Bibbiablog

la Bibbia della domenica

Un Dio compassionevole

di SERGIO ROTASPERTI

Se avete notato, le letture bibliche di questa domenica sono, per così dire, attraversate da un’immagine: il buon pastore.

La prima lettura è un’invettiva contro i capi del popolo che non si curano del popolo, anzi si comportano da malvagi sfruttando e usando violenza. Dovrebbe essere come pastori e per questo Dio provvederà a suscitare “un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia”

Ma è soprattutto Dio che è il pastore, che ci guida, ci rinfranca, ci fa riposare, che ci accompagna nei momenti bui, per cui non devo avere paura. Così il salmo 22/23.

Anche il Vangelo riprende questa immagine del salmo 22, per descrivere l’azione di Gesù nei confronti dei discepoli e, di conseguenza, nei nostri confronti.

Vi sono due azioni di Gesù

La prima è l’invito a riposare: “venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’”. Contro la fretta e la mancanza di tempo: “Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare”. I discepoli –  lo abbiamo letto la scorsa domenicali – sono di ritorno dalla missione e Gesù li invita a fermarsi. Non bisogna lasciarsi prendere dal fare, dalle cose, solo dal lavoro. Seppure sacrosante e buone. È fondamentale fermarsi, recuperare se stessi, dare tempo e priorità all’essere. E “stare con Gesù. Trovo il tempo per fermarmi, per dare priorità a me stesso e stare con Gesù?

La domenica è un tempo per fermarsi, una sosta, per stare con Gesù, dare forza e senso al fare della vita settimanale. Il tempo delle ferie pure.

Il secondo aspetto è il cuore di Gesù. Nonostante il desiderio di staccare, di stare soli, la gente non lascia Gesù e i discepoli in pace: “Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero”.

E Gesù? “Sceso dalla barca egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose”

Gesù pur sentendo il bisogno di staccare e riposare, sente compassione. Questo atteggiamento tocca le sue emozioni e l’affetto ed è l’atteggiamento del madre nei confronti dei suoi figli. È un sentimento che viene dal profondo. Questo è l’atteggiamento di Dio nei confronti dei nostri bisogni e fragilità. E che fa? Si mise ad insegnare, cioè non è un atteggiamento cerebrale, ma va alla radice dei bisogno, offre parole di vita e di speranza e la prossima domenica vedremo come queste parole diventano gesti concreti. Prima del pane, la gente ha bisogno di parole di guarigione, di vita, di futuro, di speranza e di amore. Gesù fa tutto questo.

Questa domenica il Signore ci invita a non lasciarci stordire e travolgere dal fare, dagli impegni, dal lavoro, dallo stress, ma è salutare il fermarsi e riposarsi.

Se invitiamo lui sulla nostra barca sarà più facile dare valore e giusto peso a tutto quanto facciamo e alle difficoltà che incontriamo, le quali sembrano insormontabile o sono come alte montagne impossibile da scalare.

Dio è padre e madre, è ha per ciascuno di noi “compassione”, affetto, attenzione, premura. Anche se non ce ne accorgiamo è sempre accanto a noi.